ROBECCO S/N – Venerdì 18 marzo alle 17.00 la città di Robecco ha dato vita a un corteo, capeggiato dal suo sindaco, Fortunata Barni, per chiedere una nuova strada che liberi il centro da un traffico insostenibile, ben 17.000 la media dei veicoli che ogni giorno attraversano il centro abitato, a scapito della sicurezza e della salute degli abitanti. Sono bastati tre quarti d’ora di blocco del ponte sul Naviglio per mandare in tilt il traffico in direzione Abbiategrasso e Magenta e per intasare Cassinetta di Lugagnano, che con Albairate continua ad osteggiare una nuova strada. Ora i robecchesi non sono più disposti a rimandare e a rinunciare a una soluzione che sembrava finalmente a portata di mano e hanno risposto scendendo in strada a fianco del loro sindaco per dire con slogan, con scritte, con la loro presenza che vogliono al più presto veder risolto un problema che aspetta da ca. 50 anni. Il Comitato del ‘Sì alla strada’ con il suo presidente Fabrizio Castoldi  era presente alla manifestazione a fianco del Comitato cittadino ‘Robecco Sicura’ capitanato da Vincenzo Boldrini, con la stessa finalità dichiarata: far emergere il problema una volta per tutte e far comprendere che non si tratta di una ‘strada di paese’ ma di una strada di interesse sovracomunale che si trova niente meno che sulla direttrice che va dal porto di Genova a quello di Anversa e che, una strada alternativa, vista la portata veicolare, che si chiami circonvallazione, tangenziale o superstrada, è improcrastinabile e irrinunciabile. Secondo il portavoce del comitato ‘Robecco Sicura’, Regione Lombardia, attraverso la voce autorevole degli Assessori Del Gobbo e Garavaglia, ha fatto un richiamo al Parco del Ticino che, incomprensibilmente, sposa le posizioni di Albairate e Cassinetta che fanno parte del Parco Sud e non difende una zona di sua competenza, molto più pregevole su cui propone invece la strada. I tempi stringono e chiederemo anche al Ministero di prendersi  le sue responsabilità, senza nascondersi dietro alla richiesta di un’unanimità che non ci sarà mai. Robecco ha proposto da tempo di raddrizzare la ‘gobba’ del tracciato proposto da ANAS (con la mitigazione dell’interramento) per una strada più economica e con il minimo consumo di territorio, ha chiesto una comparazione economica mai arrivata. “Il Comitato Robecco  Sicura – continua Boldrini – si chiede come mai enti solo consultivi come il Parco del Ticino e Città Metropolitana possano scavalcare  Delibere di Regione Lombardia, se passa la filosofia che tutto è opinabile siamo nel caos, l’eccessiva democrazia porta all’ingovernabilità”.  I robecchesi  tornano a chiedere: “Perché Albairate e Cassinetta mettono il veto? A chi giova? Chi c’è dietro? Tornano anche a ipotizzare un danno erariale da segnalare alla Corte dei Conti, per i tanti soldi spesi negli anni  per progetti mai realizzati e vorrebbero anche interpellare il magistrato Raffaele Cantone di ANAC perché, dicono, dia un’occhiata a tutta la vicenda. E si dicono sempre più decisi a verificare lo stato di stabilità del ponte che se non risultasse idoneo, con verbali alla mano, a sostenere le sollecitazioni  dell’attuale traffico, diventerebbe  obbligatorio trovare soluzioni alternative. Se i risultati di stabilità non fossero ottimali, il sindaco si vedrebbe costretta a chiuderlo anche alle auto, con un disagio per tutti di cui si è avuto un piccolo assaggio venerdì scorso. Il Comitato Cittadino Robecco Sicura, dichiara senza giri di parole “O si arriva a una soluzione  accettabile che concilii le richieste  di realizzo dell’opera di Robecco con quelle del tracciato ANAS che porti il traffico fuori dal paese o sarà l’inferno e non solo per i robecchesi”. (Foto Studio Sally). Enrica Galeazzi

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