ABBIATEGRASSO – Riccardo è nato il 10 maggio 1998 a Milano e vive ad Abbiategrasso. Ha frequentato il liceo classico Alessandro Manzoni di Milano, dopo essersi diplomato con il massimo dei voti si è iscritto e frequenta la facoltà di Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Milano. Quali sono le sue grandi passioni è facile intuirlo ma glielo chiediamo. Risponde: “La mia grande passione è sicuramente la poesia, a cui mi sono avvicinato già da piccolo, e la letteratura in generale. Subito dopo la musica, che coltivo dall’età di 12 anni poi ho proseguito come autodidatta studiando chitarra e anche il piano. Sto frequentando un corso di teatro presso l’Annunciata” apro una parentesi con lo zio Luca Cairati che ‘significa teatro’ … “Sì con mio zio che ha influenzato notevolmente sulle scelte letterarie e a coltivare l’arte della parola”. Parliamo dei premi, succede che nel 2016 ti iscrivi ad un concorso di poesia internazionale, il Premio Mario Luzi, organizzato dall’omonima fondazione e patrocinato dal Presidente della Repubblica Italiana. “Sì, nel luglio del 2016 decido di iscrivermi per la prima volta ad un concorso di poesia internazionale, il Premio Mario Luzi con tre mie opere inedite, Ricordo, Esodo e La strada, composte tra il maggio e il luglio del medesimo anno. Nel settembre del 2016 arriva la notizia che le mie tre composizioni sarebbero state inserite nella prestigiosa Enciclopedia di poesia italiana contemporanea vol. 7, la cui effettiva pubblicazione è avvenuta tra l’agosto e il settembre del 2017. L’Enciclopedia viene annualmente pubblicata nell’ambito del Premio Mario Luzi e comprende le opere di 150 poeti selezionati tra un totale di 7.000 scrittori. Una selezione molto dura, sono stato molto felice…” Si tratta della più importante enciclopedia della poesia italiana contemporanea inedita, un’ampia documentazione che si rivela una testimonianza storica, culturale e sociale sull’Italia di oggi. E recentemente hai partecipato a un altro concorso letterario.

“Nell’ottobre del 2017, decido di iscrivermi a un altro concorso letterario di poesia inedita, il Premio Europeo Wilde, con tre mie opere inedite nella sezione giovani. A novembre scopro che con la poesia Stasera sarei entrato tra i finalisti, dopo la selezione compiuta da due commissioni di giudici e che avrei dovuto presentare l’opera leggendola davanti alla terza commissione, è andata bene, ho ottenuto il primo premio”. Premio che hai ricevuto molto recentemente… “Sì, il giorno  2 dicembre 2017, al Teatro Mario Spina di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo”. Cos’è per te la poesia? “La poesia per me non è soltanto un modo di esprimersi, la poesia deve contenere la vita dell’autore, quello che apprende dalla vita di tutti i giorni, secondo me deve avere la capacità di portare ad orizzonti lontani, aprire dei nuovi mondi, deve dare in particolar modo speranza, in questo momento storico la speranza è la cosa di cui abbiamo più bisogno. Nelle mie poesie si trovano sempre immagini luminose, anche in quelle più malinconiche, c’è sempre una via d’uscita che si può trovare dentro l’anima dell’uomo. La poesia deve avere il coraggio di difendere quello che i latini chiamavano ‘humanitas’, quei valori che ci rendono effettivamente uomini, dall’amore al rispetto reciproco fino ad arrivare alla solidarietà, comprensione, alla partecipazione di tutto ciò che è umano”. E’ quasi commovente ascoltarti. Ci leggi una tua poesia? “Leggo ‘Stasera’ ispirata da una persona della mia vita entrata negli anni del liceo e una poesia sul Natale scritta la settimana scorsa. (Testi che pubblichiamo integralmente sotto).

L’incontro con Riccardo è stato filmato dall’Eco della città e postato su Facebook. Un incontro commovente, Riccardo oltre a una preparazione scolastica eccellente dimostra una sensibilità rara, il suo messaggio di speranza è prezioso, come ci dice, “una soluzione c’è sempre e possiamo trovarla dentro di noi”. Commuove ed emoziona come comunica i suoi sentimenti, in ‘Stasera’la malinconia nel ricordo di un amore che stava nascendo, che gli ha acceso il cuore, ferito poi ma che ancora  conserva intatta la bellezza di quanto vissuto. Un ragazzo che preferisce la realtà al virtuale, quando gli diciamo che potrà vedere subito il filmato su Fb, dice che chiederà a qualcuno, perché non ha Facebook, usa qualche volta Instagram. Riccardo è lui stesso una speranza che si accende, una speranza per altri giovani e per tutti quanti. Ci indica infatti una strada da percorrere, che ha approfondito e poi ben riassunto in una parola: “umanità”. Enrica Galeazzi

Poesia 1a classificata al Premio Wilde

 

Stasera

Stasera t’ho cercata,

dinnanzi le porte della notte,

davanti ai cancelli arrugginiti

d’un vecchio teatro.

Le luci erano spente,

il cuore era acceso,

le parole del copione

erano ormai perdute nel vento.

Ricordo di anni fa.

Tu, nella nebbia di dicembre,

apristi le ali,

mi volasti dentro,

nelle vene e nell’anima;

la tua chioma di fuoco,

i tuoi occhi di cielo

erano il primo pensiero

soffiato dall’alba,

l’ultima cometa

caduta dal rossore del tramonto.

E tu dove sei?

Ad aspettarmi al solito bar?,

sull’altalena su cui ti dondolavi

a sedici anni,

sotto la pioggia di coriandoli

lanciati a carnevale?

Il telefono non lo guardo nemmeno più.

È silenzioso senza le tue parole

e le tue domande.

L’amore nasceva in noi

ed io crescevo,

tu crescevi.

Stasera.

Stasera t’ho cercata,

tra le pieghe dell’anima,

nelle idee che stanno oltre Urano

e che sopravvivono a Crono.

Stasera continuerò a cercarti,

oltre le porte del giorno. Riccardo Magni

 

 

Poesia di Natale

 

Natale (Il viaggio)

Fu un sentiero di stelle

ad insegnarmi la strada.

Lungo è stato il mio cammino

e pieno di meraviglie:

nei silenzi delle pianure

ho osservato i moti del cielo,

ho ascoltato la quiete dei deserti

nel bagliore di lune azzurre,

mentre l’armonia della vita

dolcemente mi chiamava a sé

e cantava la sua essenza.

Le mie gambe macinarono distanze

e, incantato dallo splendore delle albe

e accecato dal fuoco dei tramonti,

pensai che l’amore è eterno,

che l’amore è fermo;

eppure mi muove

e mi porta lontano,

non curandosi

che io abbia lana o corona

calcata sul capo.

Giunsi una notte lontana

alla fertile ombra di una grotta,

dove lo splendore dell’esistenza

danzava, respirava, viveva.

Senza dire parola,

mi inginocchiai dinnanzi

al fulgore di un nuovo sole.

Credimi, fratello,

nessuna luce fu mai più bella

di quella del suo sorriso. Riccardo Magni

 

 

 

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