ABBIATENSE – Viaggiare sui treni della linea ferroviaria Milano-Mortara-Alessandria e sulla S9 è diventato ormai un incubo. Ritardi, treni cancellati, proteste e addirittura un tentato stupro. A peggiorare il quadro già disperato, la notizia della mancata approvazione del raddoppio della linea Mi-Mo, invocato da molto tempo, e il taglio (con l’orario invernale) di diverse corse. Gravi i disagi della scorsa settimana, a partire da lunedì 29 ottobre quando il forte vento ha fatto cadere un albero alla stazione di Parona verso le 23.20, provocando danni al convoglio e il fermo del treno che proveniva da Milano Porta Genova, per interruzione della corrente elettrica di trazione. Il treno è rimasto fermo per quattro ore, in aperta campagna, nel buio, senza soccorsi, tra Vigevano e Parona, quando mancavano 2 km all’arrivo. Cinque passeggeri presenti, dopo 4 ore sul treno perché era stato detto loro di non scendere, senza ricevere informazioni né possibilità alternative, senza servizi igienici, alle 3.20 hanno deciso di scendere e percorrere a piedi lungo i binari la strada che mancava facendosi luce con i cellulari. Fortuna non passavano altri treni. Gli altri pendolari, una decina, sono rimasti sino all’arrivo dei pompieri che li hanno accompagnati alla stazione di Parona. Chi era presente ha raccontato un’esperienza assurda, per la totale mancanza di assistenza in una situazione difficile e di emergenza. Martedì i disagi dovuti al guasto si sono protratti e moltiplicati, nella stazione di Abbiategrasso molti pendolari non sono nemmeno riusciti a salire sui pochi (e ritardatari) treni rimasti perché già pieni e presi d’assalto, tanto che alcuni di loro per protesta hanno occupato i binari.

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