ABBIATEGRASSO – Sulla pagina Facebook dell’Eco della Città si trova la video intervista a Marco Scotti, imprenditore abbiatense molto conosciuto, uno dei tanti indignati che esprime la propria amarezza e disappunto per la chiusura del Pronto soccorso notturno e la preoccupazione per il rinvio del sopralluogo della Commissione Sanità regionale a lunedì 20 novembre. Di seguito la trascrizione. “La speranza è che si tratti solo di un rinvio, la popolazione di Abbiategrasso e dell’abbiatense contava molto su questo intervento della politica che,  si sperava riprendesse in mano la situazione e rimediasse a questo tecnicismo legato all’arroganza di chi non tiene conto delle necessità del territorio. È la politica che deve rilevare le reali preoccupazioni. Già avevo dichiarato in una passata intervista che l’errore fondamentale è stato non tener conto delle peculiarità del territorio avendo stabilito come punto di riferimento l’ospedale di Legnano, per noi irraggiungibile, nessun collegamento con mezzi pubblici. Scelte che sono state frutto di mediazione e ‘bilancino politico’, ma si sperava che si rimediasse lasciando i servizi fondamentali, uno dei quali è il Pronto soccorso del ‘Cantù’, dove si sta creando una situazione incredibile. Come si può pensare di caricare così il P.S. di Magenta, non ancora ristrutturato, che pare abbia quasi 40.000 accessi, e che deve risolvere patologie che potevano essere risolte anche qui? Assurdo che alle 19 i pazienti qui ad Abbiategrasso devono essere trasferiti a Magenta… Una persona di mia conoscenza è rimasta al P.S. di Magenta quasi due giorni per poter essere ricoverata in reparto. Ho letto in un’intervista al direttore generale dell’ASST Lombardo che la decisione è frutto di scelte strategiche e politiche, mi meraviglio perché è stato per 8 anni vice della dott.ssa Dotti, se si pensava di smobilitare il ‘Cantù’ non si riesce a capire perché sono stati spesi 30 milioni di euro per rifare sale operatorie e P.S. Forse le economie che si vogliono fare qui ad Abbiategrasso sono dovute a scelte azzardate fatte per l’ospedale di Legnano, questa specie di ‘grand hotel’, un’esagerazione di spazi, costruito attraverso il project financing, mi vien da pensare che poi alla fine questo progetto costi all’amministrazione sanitaria una cifra incredibile, soprattutto nei servizi. Mi piacerebbe essere smentito sul fatto che pare che alcuni servizi siano pagati più cari di  altre realtà…La politica è veramente un servizio alla popolazione: perché allora non si riesce a far capire qual è la necessità di una città di quasi 33.0000 abitanti e di un territorio che sfiora i 90.000? Ne fanno una questione di  sicurezza? (motivazione per cui è chiuso il P.S. notturno ndr): dal mattino fino alle 20 è sicuro, ma poi non lo è più…per razionalizzare alcune posizioni degli anestesisti, a quanto pare il responsabile dell’emergenza urgenza dott. Minuto, tra i principali ‘nemici’ del P.S. di Abbiategrasso, sembra preferire spostare gli anestesisti in altri ospedali. Non tenendo aperto il P.S. di notte significa che non c’è un rianimatore (è solo reperibile), ma ci sono dei reparti nell’ospedale dove può essere necessario un intervento d’urgenza… quindi la strategia è quella di chiudere anche i reparti? Il discorso sicurezza lascia un po’ il tempo che trova… Inoltre, questo sovraccarico di lavoro per l’ospedale di Magenta secondo alcuni operatori crea condizioni di non sicurezza anche lì. Per concludere, spero che si smetta di far diventare questa decisione una questione di principio, c’è un territorio di 100.000 abitanti che ha richieste e farà valere i propri diritti fino in fondo. Faccio un appello ai politici che devono recepire le esigenze del territorio e perché non si nascondano dietro certi tecnicismi. Se per parlare del proprio ospedale uno deve avere la laurea in medicina, non andiamo a casa più! Non è detto che il dott. Lombardo abbia scritto il ‘vangelo’, è possibile avere pareri anche da altri tecnici. Confido nella mobilitazione della gente: non gliela stiamo facendo passare liscia, anche consiglieri regionali e un deputato sono intervenuti. I politici sono persone che devono attendere alle necessità della popolazione”. S.O. E.G.

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