ABBIATEGRASSO – Imbarazzo il termine più usato in Consiglio comunale quando, mercoledì 13 novembre, poche ore dopo l’incontro della Consulta con il direttore generale Odinolfi, si è tornati a parlare dell’ospedale e del P.S. chiuso di notte dal 12/12/2016 con la mozione presentata dal cons. Finiguerra che chiedeva di alzare la voce e proponeva azioni forti, un chiaro segnale istituzionale e simbolico nei confronti di chi governa Regione Lombardia, per riavere un ospedale ripotenziato con P.S. h24 compreso, come d’altra parte sancito dalla delibera regionale del 7 maggio scorso che però non viene rispettata. Una presa in giro che indigna i cittadini che chiedono di dare una scossa ai politici regionali. La mozione di Cambiamo Abbiategrasso approdata in Consiglio settimana scorsa chiedeva di dare una scossa con otto punti che raccoglievano per lo più quanto emerso anche in Consulta, oltre a chiedere al Prefetto di esprimersi sulla condotta istituzionale della Giunta che non ottempera  un atto amministrativo del suo Consiglio (nel frattempo visto che la mozione è stata protocollata il 20 settembre, i sindaci hanno inviato la lettera al Prefetto), la mozione chiedeva di presentare rimostranze al Presidente del Consiglio Regionale  e invitava a sospendere gli inviti ai politici di Giunta e consiglieri regionali ad eventi locali. A sospendere l’esposizione della bandiera regionale e invitare tutti i comuni dell’Asst ovest milanese a condividere gli stessi provvedimenti e a inviare tale informazione al Ministro della Salute. Sulla proposta di Finiguerra, mentre le altre forze politiche di minoranza si sono dette favorevoli, convinti che occorrano azioni più incisive, il sindaco Nai, pur ammettendo che la delibera di riapertura del P.S. notturno e ripotenziamento, che “sembrava a tutti noi un traguardo importante è disatteso”, ha ritenuto la mozione “non adeguata a rapportarsi  con l’istituzione Regione”. La cons. Magnoni (Lega) ha detto che pur “avendo condiviso una battaglia, non condividiamo la mozione per i modi, bisogna continuare con il dialogo e presentiamo una nostra mozione”. La lettura di tale mozione, che chiede di “sollecitare la Giunta Regionale a dare seguito alla delibera, a sollecitare il Ministro ad intervenire  nel più breve tempo possibile mettendo in atto tutti gli strumenti necessari per rendere effettiva la riapertura notturna del P.S.” e  chiede a tutti i Comuni di adottare le stesse richieste, ha suscitato nei consiglieri di minoranza  una reazione di  sorpresa  e imbarazzo mista a rabbia, perché, ha detto De Marchi (Cambiamo A.), “ci vuole invece una dimostrazione eclatante per dire che non siamo sudditi di nessuno, Gallera ci ha presi in giro, siamo una città che sta perdendo tutto, questa mozione è all’acqua di rose”, e mentre diceva questo ha strappato il foglio con la mozione proposta da Magnoni. Un gesto subito deplorato da Lovati che si è detto a sua volta “imbarazzato” per il gesto forte e per le inaccettabili proposte di Finiguerra. Il cons. Tarantola invece si è detto “imbarazzato per la presa in giro dalla Regione, da Gallera amico del sindaco Nai  che si è fatto presidente della Consulta dove si tende a temporeggiare sempre da parte della maggioranza…” Imbarazzo anche da parte della cons. Cameroni per una scelta politica sbagliata, “una politica che va pizzicata invece la accarezziamo perché ci sono interessi di altro genere, si fa un gioco politico invece di fare l’interesse della città”. Anche Denari (M5S) si è detto imbarazzato per le relazioni del sindaco Nai con l’ass. Gallera, unico responsabile della chiusura del P.S. da cui dipende la possibilità di riaprirlo. Denari ha letto le dichiarazioni di Albetti nel 2009 quando è stato inaugurato il nuovo P.S., dichiarazioni entusiaste che vantavano “le buone relazioni con le istituzioni” e ha invitato a usare ancora una volta “queste buone relazioni a favore della città, se siete incapaci di gestire – ha aggiunto – fatevi da parte”. Senza peli sulla lingua anche Cattoni (Cambiamo A.) che ha ricordato che le azioni proposte da Finiguerra sono emerse dalla Consulta e sollecitate dai cittadini “dopo 2 anni e mezzo occorre cambiare strategia”. Ma il cons. Piva (Lega) ha replicato di non condividere le azioni forti con la Regione “perché abbiamo paura poi di non essere considerati”. Finiguerra ha ricordato di aver presentato da tempo la mozione, chiedendo di proporre eventuali modifiche mentre ora arriva una proposta che non è una scossa semmai “un fruc” a Gallera. Lovati  (Nai sindaco) ha chiesto le scuse di De Marchi per lo strappo, “una mancanza di rispetto”, condiviso da Pusterla (lista Abb.Merita) “imbarazzato perché nessuno mai aveva stracciato un atto presentato”. Dell’Acqua (Cambiamo A.) mostra sorpresa invece che “ci si scandalizzi per un foglio strappato in un momento di rabbia e non per il P.S. che resta chiuso e si vuol dialogare con chi ci prende in giro”. E’ finita che solo la minoranza ha votato a favore della mozione di Finiguerra e la maggioranza si è votata la sua mozione emendata prima dalla cons. Baietta poi dal sindaco, considerata dalla minoranza che ha lasciato l’aula per protesta “un atteggiamento che non pretende dignità per la città, che dimostra che i consiglieri di maggioranza tengono più a logiche di partito che alla città”. Se Gallera per ora può stare tranquillo, non lo sono però i cittadini. E.G.

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