ABBIATENSE – Abbiamo raccolto le dichiarazioni, che di seguito riportiamo, che confermano dopo le recenti dichiarazioni del presidente dei sindaci dell’abbiatense Marco Marelli e la risposta ministeriale che la chiusura notturna  dell’ospedale Cantù  è una scelta dell’assessore Giulio Gallera di Forza Italia, che tutt’ora la sostiene nonostante le sollecitazione che gli arrivano sia dal suo partito che da altri colleghi come il presidente della Commissione Sanità, il leghista Rolfi, e altri rimasti inascoltati. Risultano ignorate anche le richieste del Ministro come informa l’on.Prina del Pd. Il consigliere regionale Fabio Altitonante di Forza Italia, che ha sempre difeso l’ospedale di Abbiategrasso e il  P.S., sua la mozione che ha rimesso in discussione una decisione che sembrava irrevocabile e che ha portato, unitamente alla mobilitazione popolare, all’impegno dei sindaci e del Movimento per i Diritti del Malato, a una delibera con cui la Commissione Sanità, dopo l’approfondimento e la visita al P.S. dell’ospedale Cantù, ha chiesto la riapertura notturna. Altitonante  ribadisce che il P.S. riaprirà anche di notte dichiarando: “La mia proposta per la riapertura h24 del Pronto Soccorso di Abbiategrasso è stata approvata all’unanimità dalla Commissione con voto deliberante. Ora ci sono tempi tecnici da rispettare, che intendiamo accelerare il più possibile, ma il Pronto Soccorso riaprirà. L’Ospedale Cantù è un punto di riferimento importante per più di 80mila cittadini, che abitano nell’abbiatense e il Pronto Soccorso non può chiudere alle 20.00 come un negozio. La salute della gente è la priorità”. Donatella Magnoni della Lega Nord, assessore a Vermezzo e consigliere comunale ad Abbiategrasso, giovedì 8 ha dichiarato: “Anche oggi in Consiglio comunale il gruppo Lega e io in prima persona,  sentito nuovamente il Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, confermiamo che la Lega Nord è favorevole alla riapertura del P.S. anche di notte, una volta messe in atto tutte le misure necessarie alla sicurezza dei pazienti. Lo stesso presidente Fabio Rolfi mi ha ribadito  ‘ho più volte richiesto, anche dopo la lettera di sollecito inviata dall’ assemblea dei Sindaci, proprio all’assessore Gallera, di rispondere, tenendo conto di quanto espresso dal territorio e da quanto indicato dalla Commissione Sanità, ma ad oggi  non abbiamo ricevuto risposte’. Come Lega  e membro attivo dell’ assemblea dei sindaci, ma soprattutto come candidato in Regione Lombardia, auspico che l’assessore Gallera provveda in questi giorni a dare risposta al territorio, in caso contrario mi farò carico, con maggiori poteri se eletta,  affinchè si proceda alla riapertura del Pronto Soccorso nelle ore notturne”. L’on. Prina del Pd, che rappresenta il nostro territorio in Parlamento,  in novembre aveva presentato un’interrogazione al Ministro Lorenzin per sottoporle la problematica dell’ospedale Cantù e chiederle di verificare se, agli abitanti dell’abbiatense, fosse garantita la sicurezza e il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, ora dichiara: “Sono molto soddisfatto della risposta pervenutami dal Ministero della Salute, anche se interlocutoria, perché fa chiarezza sulle responsabilità della chiusura notturna del PS di Abbiategrasso, che è totalmente a carico di Regione Lombardia e della Giunta Maroni.Come si evince dalla risposta ministeriale, infatti, ‘le questioni sollevate dall’atto ispettivo attengono a profili strettamente inerenti l’organizzazione dei servizi sanitari – la quale, come noto, costituisce una specifica prerogativa regionale’. E’ falsa poi la notizia che leggiamo sui giornali dove l’assessore Gallera dichiara di aver provveduto a fornire i dati relativi ai piani di organizzazione strategici (POAS) in quanto, sempre nella sua risposta, il Ministero della Salute fa presente che ‘ha chiesto più volte alla Regione Lombardia gli elementi di propria competenza (precisamente: con nota formale del 13 novembre 2017 e con solleciti, a mezzo email, del 22 e del 31 gennaio uu.ss.), senza tuttavia avere alcun riscontro’. Peraltro  se fossero gli  stessi dati che Gallera ha fornito alla stampa, risultano  contestabili e non rispecchiano la realtà, come hanno dimostrato e sostenuto a più riprese i sindaci del territorio e le testimonianze della cittadinanza, preoccupati del depotenziamento della propria struttura sanitaria. Gallera e la giunta Maroni non scarichino colpe che sono soltanto loro sul governo nazionale e ammettano una volta per tutte il fallimento delle proprie politiche nel territorio dell’Est Ticino”. Enrica Galeazzi

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