ABBIATENSE – A seguito della Audizione a Bruxelles  dei Comitati No Tangenziale riguardante il progetto ANAS, la Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo  ha inviato in questi giorni ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture,  e alla Regione Lombardia una lettera in cui giudica “controproducente sotto tutti i punti di vista (economico , sanitario, ambientale) il progetto ANAS” . “I Comitati No Tangenziale trovano significativo il fatto che la Commissione per le Petizioni, non influenzata da motivazioni politiche o interessi economici, indichi chiaramente le carenze e le criticità del progetto in questione e in particolare:  1 – E’ anacronistico e sovradimensionato poiché pensato in tempi lontani e con finalità diverse – lo spezzettamento dell’opera e le modifiche necessiterebbero di una nuova VIA. 2 – penalizza la mobilità sostenibile (trasporto pubblico e piste ciclabili).  La costruzione di una Superstrada invita ad utilizzare il trasporto e la mobilità su gomma invece di scoraggiarla.

3 – provoca effetti devastanti sul sistema idrico , la biodiversità, l’agricoltura e il paesaggio dei Navigli Lombardi. 4 – non considera la gravità della situazione della pianura Padana rispetto all’inquinamento dell’aria che ha raggiunto livelli insostenibili.   La Presidente Cecilia Wikstroem fa inoltre presente che l’Italia è stata più volte richiamata in questione, con apertura di procedure di infrazione e infine sottolinea che, qualora il progetto fosse portato a termine sulla base di una VIA obsoleta, potrebbe contribuire a una decisione della Commissione di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per le persistenti violazioni dei limiti d’inquinamento atmosferico.

I Comitati No Tangenziale da sempre propongono di rendere competitivo ed efficiente il trasporto pubblico poiché questo è l’unico modo per scoraggiare la mobilità privata inquinante e inefficiente.

La Pianura Padana e in particolare l’area metropolitana milanese non manca sicuramente di strade. Basta osservare una mappa per rendersene conto.

Una buona pianificazione consiglierebbe di analizzare l’esistente e renderlo efficiente con una buona manutenzione e piccoli interventi locali ove necessari.  Certamente non costruendo una nuova grande infrastruttura in una zona agricola e turisticamente pregiata.

Trattasi di banale buonsenso e gli amministratori locali potrebbero capirlo se non fossero guidati da parole d’ordine ideologiche del tipo ‘non si può fermare il progresso’ oppure da acritiche obbedienze politiche” concludono i  Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud Milano.

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