ABBIATEGRASSO – Papa Francesco nella conversazione con Andrea Tornielli pubblicata da Piemme con il titolo “Il Nome di Dio è Misericordia” afferma: “Io credo che questo sia il tempo della misericordia. La Chiesa mostra il suo volto materno, il suo volto di mamma, all’umanità ferita. Non aspetta che i feriti bussino alla sua porta, li va a cercare per strada, li raccoglie, li abbraccia, li cura, li fa sentire amati. … ne sono sempre più convinto, che questo sia un kairòs, la nostra epoca è un kairòs di misericordia, un tempo opportuno… la misericordia è la carta di identità del nostro Dio. Dio di misericordia, Dio misericordioso … la misericordia è profondamente unita alla fedeltà di Dio. Il Signore è fedele perchè non può rinnegare se stesso… Tu puoi rinnegare Dio, tu puoi peccare contro di Lui, ma Dio non può rinnegare se stesso, Lui rimane fedele … Dio ci attende, aspetta che gli concediamo soltanto quel minimo spiraglio per poter agire in noi, col suo perdono, con la sua grazia … siamo di fronte ad un Dio che conosce i nostri peccati, i nostri tradimenti, i nostri rinnegamenti, la nostra miseria. Eppure è lì che ci attende, per donarsi totalmente a noi, per risollevarci”.
La mostra “Mossi da uno Sguardo. Dalla Sagrada Familia a Morimondo, Storia di un’amicizia”, che sarà presente ad Abbiategrasso nei sotterranei del Castello Visconteo dal 23 al 31 gennaio, si inserisce in modo significativo e con grande pertinenza in questo tempo di misericordia cui Papa Francesco ci sollecita a guardare in questo anno giubilare. E’ la storia che la mostra racconta e che è imperniata sulla personalità dell’architetto Sandro Rondena che proprio un anno fa tornava tra le braccia del Signore, è una storia di misericordia, che testimonia oggi quanto sia tenera e creativa la presenza di Dio, quanto sia capace di generare un popolo dal sì di un uomo.
Riproporre oggi la mostra “Mossi da uno sguardo” che è stata presentata al Meeting di Rimini del 2015 per la prima volta è dare un contributo all’Anno Giubilare, è mostrare come la misericordia entri dentro il quotidiano e lo cambi fino a far gustare il centuplo a chi ha detto di sì alla sua presenza. E’ un’occasione significativa quella che l’Associazione Amici Centro Culturale Shalom di Abbiategrasso propone, è l’occasione per capire che Dio ci è fedele in modo concreto, ci è fedele con chi, come Sandro Rondena, ha vissuto ogni momento della sua vita intercettando la chiamata del Signore e rispondendovi. E’ vero che come dice don Luigi Giussani la misericordia è umanamente inconcepibile, perchè non è dell’uomo la misericordia, è opera di Dio. Afferma infatti don Giussani in un suo testo: “La parola ‘misericordia’ è inconcepibile, è come qualcuno che entrasse in aula, nell’aula gremita, menando colpi d’anca e di braccio a destra e a sinistra per farsi strada, fino ad arrivare davanti a tutti: ed ecco, tutti dimenticano quello che hanno in mente e che sentono, dimenticano tutto, tanto è spaventosamente umana quella faccia, la faccia di quello che è andato davanti. È così spaventosamente umana, così esageratamente umana – ‘esageratamente’ umana -, da essere inconcepibile, umanamente inconcepibile. È questo che ci introduce nella parola ‘misericordia’, che nessuno può definire, ma che è il Mistero da cui tutto in noi s’origina, a cui tutto in noi è diretto, di cui tutto è fatto, così evidentemente necessario per poter sopportare l’esistenza propria delle cose, quanto incomprensibile. Non c’è infatti nessun’altra parola che la eguagli nell’indicare l’ultimo traguardo da cui l’eterno si apre sul tempo” (L. Giussani, La fede è un cammino dello sguardo, in “Litterae Communionis – Tracce”, n. 9, ottobre 1995, inserto, p. II).
La mostra “Mossi da uno Sguardo” testimonia proprio questo, che Dio ha avuto e ha misericordia di noi e lo fa generando in mezzo a noi vita, un gusto e una passione della vita altrimenti impossibili.
Che la storia iniziata dal sì di Sandro Rondena e dei suoi amici, continuata con il sì degli architetti e degli scultori della Sagrada Familia, e di tanti amici spagnoli, che questa storia sia oggi viva e ci coinvolga oggi non è opera della nostra fedeltà o della nostra capacità di fare memoria, è segno sempre più affascinante della Sua misericordia. E’ la Sua misericordia che ci “primerea”, come dice spesso Papa Francesco, la sua fedeltà alla storia che ha iniziato sul filo rosso che lega l’Abbazia di Morimondo al Tempio Espiatorio della Sagrada Familia e che ha come pegno una generazione esplosiva di umanità.
Oggi è quanto mai evidente che questa mostra che racconta una bella e appassionante storia, vibra di vita perchè si innesta nella misericordia di Dio.
E’ da vivere l’incontro con questa mostra come occasione per riflettere e capire di più perchè Papa Francesco ci dice e insistentemente che questo è il tempo della misericordia. La storia che si poggia sul sì di Sandro Rondena e dei suoi amici testimonia in modo convincente che questo è il tempo della misericordia e che la Sua misericordia può cose che altrimenti non sarebbero neanche pensabili. La mostra verrà inaugurata domenica 24 gennaio nei Sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso dall’architetto Josè Manuel Almuzara, presidente dell’Associazione Pro Beatificazione di Gaudì e che tanto ha fatto e fa perchè viva oggi questa storia seguendo la direzione dello sguardo di Antoni Gaudì, nell’abbraccio della sua santità.
Sabato 30 gennaio nell’anniversario della morte di Sandro Rondena alle ore 21.00 sarà celebrata una Santa Messa in sua memoria. Luogo suggestivo dove verrà celebrata la messa è la Chiesa di San Gaetano in Abbiategrasso, l’ultima opera dell’architetto Rondena, in cui è rimasta impressa la sua fede e la sua genialità.

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