ABBIATEGRASSO – Fra le iniziative pensate dal Movimento di Comunione e Liberazione abbiatense per ricordare mons. Luigi Giussani, è stata celebrata martedì scorso nella basilica di Santa Maria Nuova una S. Messa, animata da canti e preghiere, in cui il pensiero di tutti i partecipanti è andato sicuramente ai tanti momenti vissuti insieme all’amato don Gius. E sicuramente apprezzata da tutti è stata la definizione che di lui ha dato mons. Innocente Binda durante la sua omelia: “Un cristiano appassionato”. Partendo dall’elezione a vescovo di Milano nel 1979 di Carlo Maria Martini, rettore dell’Istituto Biblico, e dalla nomina a vicario generale di don Renato Corti, diventato poi cardinale, è arrivato a raccontare che un giorno era stato chiesto a mons. Corti com’era il nuovo arcivescovo e lui, con il suo stile sobrio e incisivo, aveva risposto: “E’ un cristiano”. “Credo che questa sia la definizione più bella che si possa dare di ciascuno di noi – ha affermato il parroco di S. Maria Nuova – Che ciascuno di noi possa essere riconosciuto e descritto proprio così: ‘E’ un cristiano’. E’ un cristiano completo, dalla cima dei capelli alla punta dei piedi. Nella vita pubblica, sociale, al lavoro, a scuola; nella vita privata, in famiglia, nelle relazioni, negli affetti, nei sentimenti. A chi domanda ‘chi è stato il servo di Dio mons. Luigi Giussani, il Gius?’. Credo che ognuno di noi possa dire ‘è stato non solo un cristiano, ma un cristiano appassionato, con la passione di Cristo’”. Mons. Innocente Binda ha, quindi, delineato alcune caratteristiche di un sacerdote molto seguito nei suoi insegnamenti: “Appassionato con la mente, nella ricerca e nell’insegnamento rigoroso, profondo, che ha saputo spezzare le catene di un cristianesimo un po’ stanco e di tradizione per condurre a un cristianesimo di convinzione. Appassionato con il cuore: chi ama è contagioso, trasmette amore e fa amare. Quanti ne ha contagiati con il suo amore! Appassionato con la vita, tutta spesa senza riserve per Gesù e per la Chiesa”, concludendo poi l’omelia con queste parole: “E se questa sera, dopo 17 anni dalla sua dipartita da noi, siamo qui, è perché almeno un po’ della sua passione è passata a noi. Impariamo da lui ad essere sempre cristiani appassionati, con la mente, con il cuore, con la vita. Non lasciamo che la passione in noi e attorno a noi si affievolisca, viviamo sempre anche noi appassionati di Gesù e della Chiesa”. M.B.

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