CUSAGO – Sembra proprio che il castello di Cusago, come il protagonista di una fiaba, sia sotto un incantesimo: appena un valido progetto di recupero sta per concretizzarsi, tutto, stranamente si blocca o cambia scenario. E’ successo così in passato con la scuola di florovivaismo e prosegue ora col progetto del sindaco di Cusago, Daniela Pallazzoli, che prevedeva una Fondazione di Partecipazione pubblico-privata con la condicio sine qua non del recupero della copertura. Nel Consiglio Comunale del 10 febbraio il sindaco, rispondendo all’interpellanza del gruppo di opposizione Tempo di Dialogo per Cusago sullo stato dell’arte della Fondazione, ha comunicato che la società Il Castello di Cusago srl, proprietaria del bene, ha ceduto il 100% delle quote ad un nuovo acquirente. Il nuovo acquirente sarebbe in realtà un vecchio aspirante proprietario e cioè il signor Vincenzo Scotti della Finscott srl Immobiliare (locazione immobiliare di beni propri o in leasing) che già si era fatto avanti nel 2012 fermandosi però al compromesso e che attualmente è proprietario della Cascina Palazzetta, coeva al castello, ma tuttora abbandonata. I dati finanziari sulla società riportano che il risultato ottenuto da Finscott S.R.L., durante il 2014, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti, è aumentato del 110,40% rispetto al 2012. L’operazione targata 2016 dovrebbe concludersi, a detta del sindaco, tra giugno e ottobre. Sfuma così il progetto, da tutti bene accolto, di recupero che già coinvolgeva Sovrintendenza e Politecnico e che prevedeva anche una fruizione pubblica. A ottobre infatti Fabio Rappo, uno dei soci, aveva dato l’incarico scritto all’architetto Alvise Reverdini per il progetto di recupero del tetto e, sempre nello stesso mese, Rappo aveva firmato la lettera d’intenti con il Comune; il 19 novembre c’era stato il sopralluogo di Soprintendenza e Politecnico al quale era seguito, il 24 novembre, il protocollo del progetto di restauro della copertura alla Soprintendenza la quale, ora, deve dare solo il nulla osta. Addirittura il 9 febbraio il rettore di architettura del Politecnico ha sottoscritto la convenzione di restauro per tre anni. Ma il 26 gennaio ecco la vendita delle quote. Ora toccherà alla Finscott portare avanti il recupero del tetto e di tutto l’immobile con una destinazione d’uso che dovrebbe essere degna di un Monumento Nazionale qual è il castello visconteo recentemente salito alla ribalta anche delle cronache nazionali grazie all’interessamento dei giornalisti del Corriere Gianantonio Stella e Sergio Rizzo oltre che del TG1. A seguito della vendita le attività di Nateo Ruins, la società che aveva il castello in comodato d’uso, sono sospese: Valentina Pillai, amministratrice di Nateo, è in attesa di comunicazioni ufficiali sul futuro del comodato d’uso, ma è molto probabile che tutte le iniziative primaverili calendarizzate non verranno svolte. Nei prossimi mesi, il compito dell’Amministrazione comunale sarà quello di vigilare sull’esecuzione degli interventi urgenti e necessari alla salvaguardia del bene storico, in conformità con il nulla osta della Sovrintendenza in arrivo. Sarà necessario anche un incontro con il promissario acquirente per conoscere le ipotesi di sviluppo legate all’acquisizione delle quote societarie e, di conseguenza, della proprietà del castello. Il sindaco Daniela Pallazzoli intanto si dichiara dispiaciuta per l’interruzione di un progetto che aveva fortemente coinvolto l’amministrazione pubblica e anche altre istituzioni. Assume però ora un atteggiamento rispettoso delle scelte di natura privata e resta in attesa di un contatto con il nuovo promissario acquirente. Si dice comunque disponibile a condividere tutto il lavoro svolto in quest’anno di intensa attività, speranzosa che chi per la seconda volta si è approcciato a questo investimento abbia buoni progetti da proporre all’Amministrazione. Simona Borgatti

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