ABBIATEGRASSO – Sollecitati da continue segnalazioni di disagi e da richieste di informazioni sul futuro dell’ospedale Cantù e sulla riapertura del suo Pronto Soccorso, votata all’unanimità dalla Commissione Regionale Sanità il 22 novembre scorso dopo il sopralluogo al Cantù, visto il perdurare della chiusura notturna, facciamo il punto della situazione con l’ass. al Welfare del Comune di Morimondo, Donato Bandecchi, che affianca il sindaco Marelli, presidente dell’Assemblea dei 15 sindaci dei comuni dell’abbiatense. Donato Bandecchi come la sottoscritta fa anche parte del Movimento dei Diritti per il Cittadino Malato che, con i sindaci del territorio, porta avanti questa battaglia per rivendicare il diritto alla salute, un diritto che appare sempre più calpestato. Donato Bandecchi: “Lei ha detto bene, c’è stata una delibera della Commissione Sanità Regionale presa all’unanimità. Questa Commissione era stata incaricata  direttamente dal Consiglio Regionale, grazie alla mozione del consigliere Altitonante, ed è arrivata a decidere dopo un lavoro approfondito per cui ringraziamo il presidente e tutti i consiglieri che si sono documentati leggendo il Decreto Ministeriale che disciplina la materia. Grazie al nostro invito sono venuti in visita e hanno constatato che l’ospedale di Abbiategrasso, come dice la loro delibera ‘è un’eccellenza sanitaria in Lombardia’. La Commissione ha quindi invitato il presidente Roberto Maroni e la sua Giunta a riaprire quanto prima il P.S.. La delibera aggiunge anche che la riapertura è richiesta per assicurare agli  83.000 abitanti di essere messi in sicurezza come stabilito dai LEA, i livelli essenziali di assistenza. A distanza di 2 mesi, questo P.S. il governatore e l’ass. Gallera non l’hanno ancora riaperto, per cui abbiamo scritto una lettera a nome  dell’assemblea dei sindaci”. Intanto la rabbia dei cittadini per quella che considerano una grave ingiustizia cresce  così come cresce la disaffezione alla politica, soprattutto per i politici che mostrano di non ascoltare le esigenze dei cittadini e rei di far promesse che non mantengono. L’ass. Regionale Giulio Gallera ha dichiarato recentemente, e lo ha ricordato l’ass. Albetti nell’ultimo Consiglio comunale cittadino, di aver chiesto al Ministro Lorenzin se è possibile una ‘deroga’ per riaprire il P.S. dell’ospedale abbiatense, cosa ne pensa?  “Guardi, basta leggere il Decreto Ministeriale 70 del Ministero della Salute che dà le linee guida da seguire per capire che è scritto ben chiaro che il nostro ospedale ha, sia per la struttura che per reparti e per numero di abitanti, i requisiti  per un P.S. aperto 24 ore. Quindi non occorrono altri interventi e, il fatto che l’ass.Gallera, come ha dichiarato, stia chiedendo al Ministro una deroga è…’un giallo’, più che altro sembra una strategia per perdere tempo, per andare oltre le elezioni. Il Decreto prevede in alcuni casi le deroghe ma non è questo il caso, in quanto l’ospedale ha i requisiti e qualora la zona richiedesse una deroga, il Decreto incarica le Regioni a farlo. E’ quindi un palleggio di responsabilità, come assemblea dei sindaci abbiamo inviato la lettera a Maroni e all’ass. Gallera con cui chiediamo di riaprire il P.S. poiché sono loro che lo possono decidere da un giorno all’altro. Come dice la Commissione nella delibera, bisogna tutelare i diritti ai livelli essenziali di sicurezza  e il non farlo potrebbe comportare anche responsabilità politiche pesanti qualora non si decidesse di riaprire al più presto il P.S.”. Abbiamo sentito parlare di tempi tecnici e burocratici, in realtà l’han chiuso da un giorno all’altro, ora si attende una decisione politica, per questo vi siete rivolti al governatore e all’ass. Gallera… “Voglio sperare che prevalga il buonsenso, c’è una disaffezione alla politica, siamo vicini alle votazioni, ricordo che c’è un 40%di persone che non vanno a votare altri potrebbero aggiungersi se la politica non risponde ai bisogni, mi auguro che venga riaperto al più presto il P.S. perché è un’esigenza molto sentita dal territorio. Rinfresco la memoria all’ass.Gallera che quando venne all’Annunciata nel novembre 2016 prima della chiusura, di fronte a 200 persone disse intelligentemente che, mentre si approvava il Poas, si rendeva disponibile a verificare le necessità, poi il 12 dicembre l’ha chiuso e non si è capito perché. Alla luce della disponibilità che aveva dato e dopo la delibera regionale che non ha chiesto al Ministro la deroga ma, al contrario, la Commissione sapendo che la competenza è della Regione, ha chiesto a Governatore e Giunta di riaprire, evidentemente la Commissione si è studiata il Decreto Ministeriale…” Concludiamo quindi con l’ennesimo invito a riaprire al più presto il P.S. “Certo, se non riapriranno prima e l’ass. Gallera porterà avanti questa strategia fino a dopo le elezioni, come Movimento e con tutti gli amministratori del territorio a cui sta a cuore veramente la riapertura del P.S., andremo avanti con questa battaglia per tutelare il diritto alla salute previsto dalla Costituzione”. E.G.

 

 

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