ABBIATEGRASSO – Dopo una giornata in cui si controllava di ora in ora l’affluenza che sembrava la peggiore di sempre, nelle ultime ore, dal tramonto alla chiusura, la percentuale è salita al 47,16%. Una percentuale bassa ma in media con altre città e più alta rispetto al ballottaggio del 2012. Alle 23.00 eravamo in viale S. dell’Uomo e abbiamo voluto portare i nostri lettori dentro il seggio 1 dove abbiamo seguito e commentato in diretta lo spoglio delle schede. Seggio del centro storico, dove ha votato meno gente, solo il 32% degli aventi diritto e che ha visto primeggiare Finiguerra con 184 voti contro i 144 di Nai. Una sorpresa, un segnale che ha ammutolito i tre rappresentanti di lista presenti per Nai. Ci siamo poi recate alla sede elettorale di Nai in corso Matteotti dove abbiamo ripreso l’arrivo dei dati dalle varie sezioni, i conteggi febbrili, il sollievo quando i numeri erano maggiori per Nai e la tensione crescente quando, come in altalena, scendevano ed erano a favore di Finiguerra. Un testa a testa che il centrodestra, forte e unito, non si aspettava. Dopo un estenuante pareggio, quando mancavano solo 4 sezioni, il vantaggio di Nai era di 154 voti, ma ancora il rischio di un sorpasso di Finiguerra sembrava alto. A due seggi dalla fine il divario era di un centinaio di voti, anche senza l’ufficialità si è alzato un primo urlo di vittoria per Nai dai suoi numerosi sostenitori presenti, tra questi il sindaco di Vigevano Andrea Sala. Dopo pochi minuti è scoppiato un fragoroso applauso liberatorio, il nome di Cesare scandito più volte. Baci, l’abbraccio commosso della sorella a Cesare, ancora urla e il brindisi della vittoria. Lo abbiamo lasciato così e mentre festeggiava siamo andati a cercare i supporter di Finiguerra che avendo scelto come sede elettorale l’intera città erano in parte radunati davanti al Port Moka, punto di riferimento per queste elezioni anche grazie a Radio City Bar che ha svolto un ottimo, simpatico lavoro di informazione e intrattenimento. Occhi lucidi e visi provati dall’amarezza di chi aveva appena visto sfumare un sogno che, i numeri lo provano, era probabile: cambiare la città con persone e un programma nuovi. Ma non erano soli, qualche esponente Pd era presente e alcuni elettori di Finiguerra hanno rinfacciato e risposto per le rime ai sorrisini di sollievo ed evidente soddisfazione di chi “pur di contestare il ‘nemico numero 1’ degli ultimi 5 anni, ha predicato di non votare o piuttosto di votare Nai”. Solo qualche scaramuccia però, mentre i candidati di Finiguerra osservavano muti. Poi è arrivato Cesare Nai che ha stretto la mano a “finiguerriani” e ad altri competitor, da gentiluomo, con lo stile apprezzabile di sempre. Gli abbiamo fatto un’intervista in diretta in cui gli abbiamo chiesto come si sentiva e se sarà presente mercoledì 28 con gli altri sindaci al Pirellone per difendere il nostro ospedale. Intervista che troverete su questo numero con quella di Finiguerra. Subito dopo siamo andate alla ricerca di Finiguerra che abbiamo trovato con i suoi sostenitori davanti l’ospedale, lo abbiamo intervistato e ci siamo complimentate anche con lui. Il suo risultato è stato davvero clamoroso, gli sfottò e i duri attacchi che ha subito non hanno influenzato negativamente i 5.622 abbiatensi che l’hanno votato. 5.622 contro i 5.749 che hanno scelto Nai; la città, a parte chi si è astenuto, si è divisa in due e poco meno della metà voleva un cambiamento radicale. Cesare Nai lo ha ben presente, come ha dichiarato nell’intervista, e ha promesso che sarà il sindaco di tutti. Gli auguriamo buon lavoro, per il bene di Abbiategrasso. E.G.

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