ABBIATEGRASSO – Lo vogliamo ricordare così, in barca sul Ticino, una delle sue passioni, mentre ci rilasciava un’intervista sull’inquinamento dell’acqua, sulla presenza dei pesci siluro, sulla bellezza della vegetazione, come referente del Comitato Pesca di cui è stato a lungo presidente. Giancarlo però era anche un punto di riferimento in ogni ambiente che frequentava, in ospedale dove ha sempre lavorato in campo amministrativo ma anche attento testimone e memoria di ogni cambiamento e attivo in ogni iniziativa e associazione per migliorare prestazioni e strumentazioni sanitarie. Lo ricordano con grande affetto e rimpianto i colleghi a cominciare dal Direttore Generale dell’AO, Carla Dotti: “Collega per 45 anni e 6 mesi, in realtà non ha mai abbandonato il suo ospedale come dimostrano gli strumenti donati grazie alle sue iniziative, sparsi in vari reparti. Con lui se ne va un pezzo di storia dell’ospedale”. Scoperta la malattia, anche durante le terapie che lo mettevano a dura prova, appena recuperava un poco di energia, si trovava con gli amici al bar Piper o frequentava altri appassionati ferraristi. Telefonava spesso al giornale per segnalare iniziative benefiche, sportive o per chiedere una pubblicazione di cordoglio. Martedì 17 novembre è stato invece un suo caro amico a telefonare per dare la triste notizia della sua scomparsa, da qualche giorno era stato trasportato per un controllo all’ospedale San Paolo di Milano dove si era aggravato. La camera ardente è stata allestita al Cantù, il Suo ospedale, dove amici e colleghi, affranti, si sono stretti ai familiari, alla moglie Anna, alla figlia Valeria e hanno affollato la Basilica di Santa Maria Nuova venerdì per porgergli l’ultimo saluto e testimoniare grande stima e affetto. Conserveremo intatto il ricordo del suo sorriso, della sua riservatezza, della sua giocosa ironia, del suo impegno in ogni intrapresa. Grazie Giancarlo. Enrica

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