GAGGIANO – Il 20 giugno del 2021, a Gaggiano, una sola persona era affetta da Covid, mentre il 26 gennaio 2022 si sono conteggiati più di 350 casi. In una situazione di tale instabilità, qual è stato e quale deve essere il ruolo delle istituzioni locali? “Intanto, nella prima fase di emergenza, ci siamo occupati di arrivare a soddisfare i bisogni fondamentali. Abbiamo messo in atto quei meccanismi utili a tamponare la situazione, soprattutto sotto l’aspetto sanitario, ad esempio nelle scuole, per dare la possibilità ai ragazzi di frequentare in sicurezza. In più si sono sommate le situazioni più gravi, quindi i malati, i morti e le difficoltà nel sostentamento in un contesto di crisi economica. Per questo l’amministrazione comunale ha messo delle risorse, ne abbiamo ricevute dallo Stato, e abbiamo messo in moto un meccanismo di raccolta fondi. Molto importante è stato anche l’aiuto delle associazioni locali, attraverso un servizio di supporto alle famiglie”. Abbiamo tracciato una situazione pandemica molto grave e soprattutto molto lunga, con evidenti criticità, nonostante ciò, permane uno zoccolo duro di persone che non accetta l’evidenza e non accetta il vaccino. Ritiene vi sia ancora margine per il dialogo e il confronto a questo punto? “Penso che ormai i margini si siano erosi, nel senso che ognuno ha consolidato le proprie convinzioni e, per buona fortuna, oltre il 90% dei gaggianesi ha aderito alla campagna vaccinale. Da quello che riscontro nei contesti governativi e prefettizi, che sono il mio punto di riferimento, non posso che rilanciare il mio invito a vaccinarsi, anche di fronte al benessere che questa cura ha portato rispetto a una situazione drammatica. Quello che mi dà fastidio è porre questa questione sul piano politico, come se gli stimoli a fare il vaccino siano sintomo di mancata democrazia, si tratta di una scelta di natura sanitaria, chi vuole fare politica la faccia nei luoghi opportuni”. Attraverso i canali social del paese sono state espresse, da parte di alcuni cittadini, perplessità e insoddisfazioni riguardo alla comunicazione tra la giunta comunale e la cittadinanza. Si trova d’accordo con questo? “Intanto bisogna fare presente che i consigli comunali possono essere seguiti da tutti da casa propria, tutte le questioni di interesse comune sono trattate all’interno di questi e quindi ci si può facilmente informare. Non riteniamo questo aspetto sufficiente, anche se si tratta di un passaggio epocale rispetto alle modalità del passato. Inoltre abbiamo creato un sito comunale particolarmente flessibile, nel quale ogni singola informazione viene comunicata. Negli anni scorsi abbiamo incaricato una figura che faceva da raccoglitore di tutte le comunicazioni, che venivano poi sparse in tutti i canali informativi. Oggi, questa persona ha interrotto l’attività per questioni personali e il comune si sta muovendo per avere nuovamente una figura di questo genere, anche alla luce dell’esperienza che già abbiamo su questo aspetto”. Qual è la situazione delle attività commerciali, sportive e sociali? “Riguardo alle società sportive, abbiamo incrementato la quota di contributo a favore di queste, anche a seguito delle difficoltà sorte durante gli ultimi anni. Inoltre ci siamo messi in moto per ricavare ulteriori risorse da dedicare a questo paese, faccio tre esempi: attraverso un bando nazionale abbiamo ricevuto un milione e ottantacinque mila euro per il progetto 0-6 e con questi fondi più quelli del comune creeremo un’importante struttura dell’infanzia, rispondendo alle necessità crescenti delle famiglie. La seconda opera è quella del cosiddetto “Stallone”: avendo messo in sicurezza la struttura ai tempi e sfruttando il PNRR, Gaggiano avrà una Casa di Comunità attraverso la quale offrirà servizi socio-sanitari importanti. Concludendo, finalmente il primo lotto del campo sportivo di Bonirola è stato collaudato e il secondo lo sarà a breve, grazie alla firma della convenzione andremo a inaugurare l’attività vera e propria”. Alessandro Gastaldi

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