ABBIATEGRASSO –  Ecco l’intervista a Domenico Finiguerra, sostenuto da due liste civiche, Cambiamo Abbiategrasso e ABC (Abbiategrasso Bene Comune). I più politicizzati stanno facendo quattro conti e vanno dicendo che, essendo l’astensionismo il partito più numeroso, chi vincerà rappresenterà solo una esigua minoranza di cittadini.  Cosa si sente di dire ai suoi concittadini perché invece vadano a votare, anche quelli che non l’han fatto l’11 giugno? “Dico ai cittadini che hanno di fronte due scelte, c’è un’opzione di cambiamento, la nostra, in cui sono ben chiari alcuni valori: abbiamo obiettivi ben delineati e persone nuove, molte donne e giovani che non hanno mai fatto politica ma con alto senso della politica. L’altra è un ritorno al passato, Nai ha già fatto politica, come me, ma ha dietro di sé 5 liste e i partiti tradizionali. Invito i cittadini ad andare a votare, anche coloro che non lo hanno fatto l’11giugno, a votare e scegliere il cambiamento, da una parte noi, dall’altra Albetti, Gallotti, Lovetti, Tagliabue, Lovati, persone che hanno governato la città prima di Arrara e Brusati”.

Cosa farà concretamente se sarà sindaco con la  ZTL notturna, la mantiene o la abolisce?

“Nel nostro programma la Ztl verrà abolita, verrà mantenuta solo nei giorni di sabato, domenica e durante tutti gli eventi”.

 

Il mercato rimane dov’è? E se sì intende cambiare e come la viabilità?

 

“Il mercato non lo muoveremo più e istituiremo una seconda uscita dal centro, in corso Italia. Come abbiamo proposto in Consiglio comunale, proposta bocciata dalla maggioranza uscente”.

 

Viabilità… ovvero strade. Sulla strada, in particolare la Vigevano-Malpensa,  i suoi detrattori dicono che lei è ambiguo  e chiedono con insistenza di sapere per es. quando lei parla di circonvallazione alternativa alla via Dante, dove la fa e soprattutto dove prende i soldi. Dicono che lei è trasformista, in cosa ritiene di essere cambiato?

 

“Il progetto Anas è stato bocciato dal Consiglio Superiore Lavori pubblici, ma noi vogliamo risolvere i problemi, Abbiategrasso e i comuni limitrofi vivono una situazione di difficoltà, mai superate perché questa opera incombeva sul territorio… La nostra proposta è una circonvallazione che taglia, adiacente la zona industriale, la via Dante, e da lì possiamo ragionare su varie ipotesi, tra cui far congiungere la circonvallazione di Abbiategrasso all’attuale circonvallazione che parte dai Carabinieri, e ricongiungersi poi sulla Milano-Baggio, che proponiamo di raddoppiare. Le risorse? Ci sono 20 milioni di euro per i collegamenti nel territorio, la politica deve porsi l’obiettivo di spostare risorse da un intervento a un altro: che si spostino per la circonvallazione di Abbiategrasso, il potenziamento della Milano-Baggio, la circonvallazione a Robecco. Il tratto per Magenta si può risolvere potenziando la strada attuale e facendo la circonvallazione a Robecco sul Naviglio”.

 

Ospedale: cosa pensa di fare per scongiurare il depotenziamento in atto del nostro ospedale? “Abbiamo avuto un periodo in cui Abbiategrasso ha perso servizi perché la politica non è stata abbastanza forte e per nulla indipendente. Dobbiamo fare una grande mobilitazione popolare e istituzionale, vogliamo coinvolgere i sindaci del territorio e portare i cittadini sotto il Pirellone per chiedere ai politici della Regione, gli stessi che oggi sono venuti qui (a Salvini avrei chiesto prima dov’era, quando ci portavano via il PS). Sono stati investiti 30 milioni di euro, è diritto e dovere dei cittadini pretendere di avere un servizio efficiente dal punto di vista dell’offerta sanitaria complessiva. Non siamo un piccolo comune sperduto, abbiamo il Golgi, l’Hospice, la Casa di riposo, una rete di servizi per i disabili. Dobbiamo dare un servizio efficiente per la cura delle persone. L’ospedale così come il mercato è un volano di economia, vengono persone a usufruire di servizi, Abbiategrasso diventerà una città ancora più morta, dobbiamo invertire la rotta”.

 

Qual è la sua posizione sui migranti? Che tipo di accoglienza e gestione ha in mente?

 

 

“Non ho obiettato alla sottoscrizione del protocollo della Prefettura, però si deve puntare ad avere un cambio di rotta complessivo rispetto alle politiche sociali, siamo seduti su una polveriera… Chi oggi amministra le comunità deve essere messo nelle condizioni di poter dare soddisfazione a tutte le esigenze nel territorio. Io con altri sindaci chiederemo allo stato e all’Europa di allentare quei vincoli per consentire alle comunità locali di avere più risorse per le politiche sociali. Il comune da solo non può fare nulla. Dobbiamo accogliere 89 o più persone, non può farlo da solo il comune ma coinvolgere tutte le realtà che si occupano in grande del progetto di accoglienza diffusa. Intelligente quello che ha fatto Arrara, perchè là dove non si sono presi accordi è accaduto che tutto venisse preso in mano dal privato, come Pieve Emanuele, dove il sindaco ha appreso che arrivavano 400 profughi in un grande albergo… quindi in una struttura privata. E’ una situazione da affrontare con intelligenza ed equilibrio. Non bisogna fare barricate, chi le propone è ipocrita. Le migrazioni avvengono, non si può essere né a favore né contro, ma bisogna gestirle…”

 

Quello che più di tutto, praticamente tutti vorrebbero sapere è come sarà composta la sua squadra. Cosa ci può anticipare?

“Posso anticipare che la mia squadra sarà composta da persone che non hanno mai fatto assessore né sindaco. C’è bisogno di una giunta che abbia la competenza che serve per cambiare la macchina comunale e rimetterla in moto. Abbiategrasso ha un bilancio di 20 milioni di euro e 200 dipendenti, soldi che vanno impiegati per un esecutivo che non abbia alcun passato nella gestione della cosa pubblica.  Questa situazione di immobilismo e degrado è dovuta al fatto che negli ultimi 15 anni non abbiamo avuto un esecutivo veramente indipendente. Avremo figure indipendenti e altamente professionali”. S.O. ed E.G.

 

 

 

 

 

 

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