ABBIATEGRASSO – Si raccomanda di non creare allarmismo ma interi paesi isolati, da cui non si può né entrare né uscire, pena l’arresto, sono la prova che la situazione è molto seria e non conosciamo ancora come sconfiggere il nuovo virus. Si può solo tentare di limitarne la diffusione. Alle misure super restrittive nella zona rossa a Codogno, principale focolaio e a 30 km nei dintorni, si aggiungono i provvedimenti ora in atto in tutta la Lombardia. Non si sa ancora da chi o dove è partito il “Covid-19” ma è evidente che si sta diffondendo. Domenica è stata una giornata particolarmente concitata con conferenza stampa, continui aggiornamenti, Tg e servizi dedicati a raffica, molte notizie spesso anche contraddittorie. Vedi ad esempio i numeri da chiamare in caso di sintomi o dubbi su contatti con persone contagiate, diramati dalla Regione. Prima era il 112 e l’800.894545 solo per la zona rossa, poi 1500 al posto del 112. Lunedì mattina anche per il territorio dell’Abbiatense il numero indicato è diventato 800.894545. Cambiamenti dovuti al numero di chiamate sempre in crescita, già domenica infatti giungevano testimonianze di chi provava a telefonare senza ricevere risposta. Domenica i supermercati sono stati presi d’assalto, giravano foto di scaffali completamente vuoti all’Esselunga e testimonianze di scene da guerra con acquirenti che si contendevano persino la carta igienica. Tante le domande che vengono rivolte anche all’Eco per avere aggiornamenti o per esprimere dubbi e preoccupazioni. Tra queste: “Viaggio in treno sulla Mi-Mo nell’ora di punta, quando non è certo possibile stare a 1 o 2 metri di distanza l’uno dall’altro. Una mascherina tutela a sufficienza? E in metropolitana?”. “Sono stati sospesi i voli per e dalla Cina ma i cinesi che hanno fatto scalo altrove e sono arrivati da altri Paesi sono stati controllati?” E ancora “E’ vero che chi è guarito dal virus e ha prodotto anticorpi rimane un portatore sano?”. “Le misure prese sono sufficienti?”. Molti anche i danni collaterali, gravi per una economia già in sofferenza, tutta l’Italia dopo la Cina rischia di fermarsi. Anche ad Abbiategrasso già si parla di danni, i locali che lavorano soprattutto di sera, ora con il coprifuoco alle 18, per sette giorni (che possono prolungarsi) dovranno chiudere i battenti. I commercianti che avevano investito in vista del Carnevale hanno merce che rimarrà invenduta. La chiusura delle scuole ha mandato in crisi diverse famiglie, i genitori che non possono contare su nonni e parenti disponibili hanno dovuto rinunciare ad andare al lavoro. I 14 sindaci dell’abbiatense si sono trovati domenica pomeriggio a Rosate, sono continuamente in contatto tra loro e con Regione Lombardia di cui hanno condiviso l’ordinanza che pone il territorio in zona gialla, quella con disposizioni meno drastiche, che pubblichiamo a parte. Lunedì mattina il sindaco Nai ha convocato i dirigenti comunali di ogni settore per essere pronti ad affrontare qualsiasi emergenza. Intanto, mentre per le decisioni generali e la macchina dei soccorsi la responsabilità è politica, ciascuno di noi è responsabile nel mettere in atto i comportamenti richiesti per circoscrivere il virus e impedirne l’ulteriore diffusione. E.G.

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