ABBIATEGRASSO – In una città che sta perdendo pezzi di servizi importanti quali l’Agenzia delle Entrate ora a Magenta, il Tribunale a Pavia, per evitare un disagio a molti cittadini del territorio e invertire una tendenza negativa, il ritorno del Giudice di Pace sembrava un’opportunità da non perdere, ora però è a rischio. L’allarme e il disappunto per l’operato del sindaco Arrara sono stati espressi molto chiaramente dal giovane consigliere Stefano Balzarotti della lista civica “Per Abbiategrasso”. Balzarotti è intervenuto in Consiglio comunale dicendo: “Vorrei aggiornare il Consiglio sulla questione riguardante il Giudice di Pace. Nel mese di marzo questo consesso votò all’unanimità una mozione in cui si richiedeva il ripristino di questo ufficio presso il nostro Comune. Il giorno successivo mi venne data una delega da parte del sindaco per seguire da vicino tutto l’iter che il Comune avrebbe dovuto intraprendere per arrivare a questo risultato. Nell’esercizio delle mie funzioni io ho seguito una ben determinata e condivisa strategia, ovvero avvisare tutti i Comuni del mandamento abbiatense e anche quelli fuori mandamento interessati per chiedergli di aderire a questo percorso adottando una delibera di indirizzo in cui manifestassero la loro volontà di ricollocare l’ufficio del Giudice di Pace nel nostro territorio, precisamente presso il Comune di Abbiategrasso, che deve tornare ad essere il Comune capofila dei servizi. Tutti i Comuni hanno aderito con entusiasmo e mi hanno fatto pervenire le loro delibere. Questa strategia ha iniziato ad arenarsi quando il Comune di Abbiategrasso, nella persona del sindaco, ha chiesto, a mia insaputa, la ripartizione delle spese tra tutti i Comuni, non solo le spese di funzionamento e mantenimento, ma anche quelle del personale, personale che è già assunto da Comune di Abbiategrasso e che dunque non dovrà stanziare nuovi soldi, dando così una ripartizione delle spese scorretta. Dopo questa comunicazione di spese i vari Comuni, allarmati, hanno iniziato a sollevare dubbi sempre più frequenti e ad essere meno entusiasti di questo progetto. Inoltre mi chiedo che senso abbia darmi una delega se poi non si tiene conto della modalità adottata e si fa diversamente. La questione dei costi è sbagliata anche perché è in secondo piano rispetto all’importanza che questo servizio rappresenta per il nostro territorio. Un ufficio che può rappresentare un’inversione di tendenza, oltre ad un presidio di legalità, per la nostra città che sta perdendo gli uffici pubblici che aveva. Mi chiedo se c’è davvero la volontà politica del sindaco di riottenere questo ufficio. Ricordo che se questa volontà viene a mancare vuol dire che si disattende la volontà dell’intero Consiglio comunale, che votò all’unanimità la mozione da noi presentata. Quando il Consiglio esprime un indirizzo, questo indirizzo deve essere seguito da sindaco, giunta e uffici comunali, altrimenti si assisterebbe a una inversione della democrazia. Se questa ostilità non cessa, subito nei prossimi giorni rimetterò la mia delega al sindaco, essendone venuti meno i presupposti”. Il sindaco Arrara ha ammesso che tutti i Comuni hanno in un primo tempo aderito alla richiesta di far tornare il Giudice di Pace ma… “poi abbiamo chiesto in cosa consiste, abbiamo saputo che oltre a ospitare la struttura, 4 dipendenti comunali devono essere delegati, il tutto costa 200.000 euro. Oggi alle 18 ci siamo trovati con gli altri Comuni, se si vuole il Giudice di Pace ho chiesto di partecipare alle spese, non hanno ancora risposto. Dobbiamo trovare la location, c’è tempo perché dobbiamo presentare la domanda entro il 30 luglio, le ansie di Balzarotti sono fuori luogo”. E.G.

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