ABBIATEGRASSO – Anno nuovo: anticipazioni per il 2016. Ogni nuovo anno porta con sé, oltre alla scontata continuità, novità inaspettate e voglia di rinnovamento che si riflette in ogni campo. Attraverso nuove interviste porteremo ai lettori eccellenze ed anticipazioni che si affacciano in questo 2016.
“L’anno 2016 inizia con una mostra personale a Parigi Carte Blanche a Maddalena Rocco inaugurata il 5 dicembre. Che rimarrà aperta fino al 23 gennaio, ed è nel Troisième Arrondissement, in Rue de Forez. La galleria Design-e-Space mette in mostra ornamenti per il Corpo e per la Tavola, frutto di anni di lavoro. Il progetto ‘Arte della Tavola’, rimasto sulla carta per diverso tempo, ha preso corpo lentamente dopo una mostra a Easton, USA, nel 2013, presso lo studio di un’architetto Interior Designer, dove accanto ai gioielli, sono stati esposti i disegni delle posate dedicate a Nyx, dea della notte. Gli Americani amano farsi progettare la casa in ogni minimo dettaglio, in modo che non perda la sua unità mescolando troppi stili. I miei oggetti hanno riscontrato interesse, i modelli eseguiti a mano hanno preso così forma. Studiato sulla composizione calligrafica del nome NYX, è un progetto complesso che doveva abbracciare l’ergonomia assieme all’estetica: qualcosa di bello ma nel contempo funzionale. Il design delle posate è risultato alla fine molto originale, qualcosa che si discosta dalla norma, con un insieme decisamente mosso. Il bicchiere ha lo stesso incipit della scritta ed è composto da due parti: una in metallo e una in cristallo. Realizzare lo sviluppo della scritta NYX su tre dimensioni non è stato semplice. Il bicchiere l’ho realizzato nella calma dell’estate, quando tutte le attività si rallentano e il silenzio diventa la condizione migliore per creare. Esisteva già un sottopiatto in legno nero e inserto di argento inciso a bulino, dove lo sguardo laterale della dea attende il nostro sonno. In estate sono state create anche alcune coppe in corno con parti in argento e relativi cucchiaini: piccole coppe per il sale o lo zucchero, dedicate a Nemesi, dea del riscatto. Mi sono ispirata alle tazze da tavola rinascimentali, conferendo però uno stile più contemporaneo, legato alle mie piccole sculture emblematiche del Mito che compaiono negli Ornamenti da Corpo. In mostra c’è la tazza degli sposi, un oggetto ‘marriage’, creato un paio di anni fa, per celebrare il concetto di nozze tra due creature che scelgono di consacrarsi. In questo gioiello da tavola compaiono il sole e la luna, la polarità maschile e femminile. Una tazza in quarzo molato reca i due volti in bassorilievo modellato in cera persa. In argento la luna, e argento dorato il sole. Si guardano. Nel cucchiaino i due volti sono riuniti e posti all’estremità, paiono baciarsi, e poggiano su un manico a guisa di tessuto a trama e ordito evidente: simboleggia l’intreccio delle due vite degli sposi. In mostra anche altri oggetti preziosi come una scatola in malachite, argento dorato, oro e rubino dedicato a Nemesi e una tabacchiera in argento con il volto di Hypnos inciso a bulino. La molletta per spartiti musicali in avorio, pietre e metalli preziosi. Inoltre i bastoni da passeggio: gioiello per l’Uomo elegante e ‘dandy’. Anche un’applique particolare, a luce led, che richiama nella forma un gioiello, già presentata all’evento ‘Da gioiello a creazione luminosa’ che si tenne a Livorno. A Parigi sono esposte anche stampe a tiratura limitata e disegni ottenuti con la tecnica a punta d’argento, la stessa usata da Leonardo da Vinci, che conferisce al tratto una morbidezza unica. Sono piccoli disegni preziosi con una fattura minuziosa. Naturalmente sono esposti anche i miei gioielli, caratterizzati dall’antica tecnica dell’incisione a bulino risolta in modo insolito. In questi ultimi anni mi sono impegnata a trasmettere questa tecnica presso una scuola orafa della provincia di Varese. Credo fermamente che le tecniche antiche non debbano andare perse, anche se possono sembrare anacronistiche nell’era del digitale, ma conferiscono al gioiello una particolare unicità che solo un osservatore attento apprezza. Bisogna formare i giovani, la nostra futura promessa, affinché tutto questo patrimonio non si estingua”. Un grande inizio d’anno, cos’altro accadrà nel 2016? “La prossima mostra sarà al Museo del Gioiello di Vicenza dal titolo SKIN, curata da Alba Cappellieri, storica del gioiello e docente universitaria presso il Politecnico di Milano. Sarà esposta una spilla da mantella da Uomo. Concepita con una superficie specchiante convessa, porta l’immagine riflessa di una Nike beneaugurale, una sorta di portafortuna che cela la volontà di voler conciliare la polarità femminile con quella maschile. La Nike era una figura alata che si metteva nella prua delle navi, appunto come elemento propiziatorio. Nella ‘skin’ del mio oggetto prezioso non può mancare il concept che concilia la donna all’uomo, propiziatorio per le nostre vite, perché siamo incompleti se ci manca l’Amore. Questi sono i prossimi e i primi eventi del 2016. Ci sono molti altri studi che attendono di essere realizzati, per ora sulla carta o nella mia mente. Nell’era della fast-jewellery ci vogliono delle sacche di artigianalità che lavorino su altri registri, anche se lavorare con questi ritmi non si hanno molti utili, è importante per me seguire le mie aspirazioni. Nel nostro Paese, si tende a comprare quello che si vede in televisione. Non ci si rende conto così che possediamo un prodotto industriale che tutti hanno, che ha un costo enorme rispetto al suo effettivo valore. Dove il valore aggiunto è compreso unicamente in uno studio a tavolino sul marketing e la pubblicità. Una strategia che il cliente finale non considera e ne diventa schiavo omologandosi. Per fortuna esistono ancora artigiani che si discostano da queste logiche massificanti, e producono qualcosa di personale che contribuisce alla ricerca di una bellezza raffinata. Il mio proposito per il 2016 rimane ancorato a questi pensieri, e si rafforzerà ancor di più nella creazione di oggetti che valorizzino le persone che li indosseranno. Il concetto di prezioso deve essere legato all’unicità. Il Made in Italy è apprezzato soprattutto all’estero. Molti italiani preferiscono acquistare oggetti europei o americani, prodotti nei mercati orientali dove la manualità è limitata alla produzione seriale, progettata al computer, dove addirittura esistono delle macchine che eseguono interamente l’oggetto, e lo ‘sputano’ fuori già pulito e rodiato, pronto per essere venduto. Solo chi lavora in questo settore conosce questa realtà. Il cliente finale logicamente non lo sa! Non disdegno il valore della macchina e della serialità, riconosco che rappresenta il nostro futuro, ma ci deve essere nel progetto o nella realizzazione l’anima che contraddistingue il gioiello. Il Tempo nella realizzazione è qualcosa che rende unico l’oggetto e lo rende prezioso. Come un buon vino”. E.G.

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