ABBIATEGRASSO – Dopo le 8 di lunedì 30 ottobre, in un bar del centro, incontriamo alcuni studenti che raccontano di non essere andati a scuola a Vigevano, perché dicono: “E’ bruciato il treno delle 6.33 a Vigevano e arrivano treni solo da Milano”. Più tardi, dopo le 9 ci rechiamo in stazione proprio mentre arriva un treno da Vigevano. Dalla biglietteria confermano che “pur essendo intervenuti subito i vigili del fuoco, purtroppo si sono verificati molti ritardi, ora la linea Mi-Mo è stata ripristinata nei due sensi ma alcune corse sono state soppresse”. L’altoparlante annuncia le soppressioni, arriva una coppia che si preoccupa perché “attesi in ospedale a Milano per un intervento”, chiedono rassicurazioni sul prossimo treno per Milano e, non ricevendo certezze, decidono che devono trovare un altro modo per raggiungere l’ospedale. Uno studente racconta di aver saputo da chi era sul treno che “si sentiva puzza di fumo venire dal tetto, i viaggiatori sono stati fatti scendere e sono intervenuti i vigili del fuoco”. Queste le prime voci sulla causa dell’ennesimo disservizio. Dalla pagina Facebook “La freccia delle risaie”, altre testimonianze: “Il treno dalle 6.40 a Vigevano è arrivato con 15 minuti di ritardo. Dopo che sono saliti tutti, è uscito fumo e i passeggeri sono stati fatti scendere. Annunci niente! Sono arrivati i vigili del fuoco e finalmente ci sono stati degli annunci, dopo 10 minuti, e poi è arrivato un altro treno sul 2° binario. Siamo mille persone su un treno, non si respira”. Una pendolare commenta: “Siamo stati dirottati su questo treno, perché l’altro ha preso fuoco. Siamo stipati come sardine in un barile. Il treno delle 6.33 era già partito da Mortara con un ritardo di 20 minuti circa quindi con problemi…”. L’ennesima giornata nera per i pendolari di questa linea che ogni giorno vivono in emergenza per svariati motivi. Motivi per lo più dovuti a incuria, mancata manutenzione, materiale rotabile obsoleto, mancanza di controlli e altro, motivazioni non più giustificabili. E.G.

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