ABBIATEGRASSO – Un incontro molto partecipato com’era prevedibile, visto il tema molto sentito in città, della chiusura di piazza Castello, avviata in via sperimentale senza scadenza dall’amministrazione Arrara. Le due liste civiche che pure fanno parte con il Pd della stessa maggioranza, con la neonata associazione ProMuovi Abbiategrasso hanno proposto un incontro pubblico in cui permettere a chiunque ne sentisse l’esigenza di esprimere il proprio parere sul provvedimento preso ad ottobre ed ancora in voga pur avendo suscitato molte considerazioni negative e comunicazioni di un diffuso disagio. Non solo imprenditori e commercianti ma anche residenti del centro storico, e non solo, hanno palesato e argomentato i problemi causati loro da una chiusura ritenuta sbagliata da ogni punti di vista. Ha preso la parola per primo l’imprenditore Marco Scotti, titolare dell’Albergo Italia che, essendo figlio e nipote di commercianti, si sente parte della categoria che “ogni mattina – ha detto – apre la cler e accende le luci del negozio, e che si è sentita un po’ figlio di un dio minore, da quando pur avendo segnalato di aver perso un 30% di lavoro dalla chiusura della piazza, si è sentito rispondere con supponenza… non è vero, invito l’amministrazione a dare attenzione anche a questa componente che non manca mai di contribuire generosamente a vivacizzare la città. I negozi sono piccoli nuclei di aggregazione e in centro ci sono anche servizi fondamentali. L’Albergo Italia porta in media 1.000 persone al mese, persone che vanno al ristorante o comprano una camicia, ma sono penalizzate dalla viabilità, nessun navigatore riesce a portarli all’Albergo, siamo costretti ad andarli a recuperare…tutti quanto hanno attività all’interno del centro storico meritano attenzione, hanno bisogno d’aiuto…” . Dopo un fragoroso applauso che ha confermato la condivisione di quanto espresso da Scotti, è intervenuto Carlo Roccio, titolare del laboratorio Fleming, presente da 40 anni ad Abbiategrasso con un’attività di servizio pubblico importante. Lo attestano i dati portati da Roccio: “L’accesso alla struttura come risulta dai prospetti Asl: 7.718 pazienti nel mese di gennaio, di cui 6.500 dall’Asl Mi1, 194 dall’Asl di Pavia, 211 da Milano centro, 29 da Varese e 618 da fuori regione e provenienti da Lazio, Molise, Calabria, Marche, ecc. Il Fleming fa servizio per 150 ospedali in tutta Italia, pazienti che vengono inviati per controlli ad Abbiategrasso, previsto come unico accesso con impegnativa. Circa 300 pazienti al giorno quindi che hanno trovato estrema difficoltà quando è cambiata la viabilità visto il solo accesso, se così si può considerare, dal ponte di S. Pietro. Siamo stati costretti a dirottare i pazienti a Cesano Boscone per evitare che si incastrino ad Abbiategrasso, gente che soggiornava in albergo o da parenti ad Abbiategrasso, nota un po’ ovunque anche grazie all’attività di Fleming… La delibera di novembre che ha chiuso il centro ha fatto parecchi danni, sono stato anch’io a lungo amministratore e dico che una tale delibera avrebbe dovuto esplicitare motivazioni e uno studio preliminare su effetti positivi e negativi. Sembra che l’unico effetto positivo sia stato per il titolare della pista di pattinaggio che ha occupato la piazza per tre mesi. Va richiesta una revoca immediata di questa delibera, per disagi e perdite economiche che non erano state individuate. La revoca potrebbe comunque prevedere la possibilità di circolazione dalle 6 del mattino alle 18 e interdire la circolazione nelle ore notturne, l’amministrazione potrebbe facilmente rimediare a un primo errore grossolano e proporre un centro storico non chiuso come una prigione e che produca benefici invece di penalizzare”. Stefano Balzarotti, consigliere della lista civica “Per Abbiategrasso” ha ribadito che il suo emendamento apportato alla proposta di Officina del Territorio ha impedito la chiusura totale del centro entro il 2015, rimandandola e subordinandola all’ascolto dei cittadini e a una scelta condivisa. Brunella Agnelli, segretaria Ascom, si è rivolta all’assessore al Commercio Squeo, unico rappresentante della Giunta presente, per chiedergli se è stato fatto un monitoraggio durante questa lunga sperimentazione di cui non è mai stata indicata la scadenza e quali sono i risultati dell’eventuale monitoraggio. Visibilmente imbarazzato l’assessore ha preso tempo, con l’aiutino del moderatore che ha chiesto ad altri di intervenire per raccogliere altre eventuali domande. Bigi Giovanni, ambulante, ha chiesto come sarà possibile “conciliare con questa viabilità la sistemazione del mercato in piazza Samek e vie limitrofe”. Andrea Zorza di Bene Comune ha criticato la chiusura, lamentando la mancanza di progettualità per Abbiategrasso e la perdita continua di servizi, proponendo interventi di asfaltatura di piazza Aziani e la sistemazione di altri parcheggi e la revisione della gestione di tutte le aree di sosta. L’avv. Manuela Cuia con studio in via Cantù, che si è attivata immediatamente a soli due giorni dalla delibera per segnalare soprattutto i problemi di sicurezza che la chiusura della piazza causa alle vie limitrofe, per rendersi conto “che l’amministrazione non accoglieva nessuna segnalazione, un atteggiamento sordo da parte del sindaco che cozza con l’attenzione che ritengo meritino i cittadini. Da ottobre a giugno nulla è cambiato, a cosa serve un nuovo tavolo di confronto? Solo a perdere tempo visto che sempre più negozi stanno chiudendo”. Andrea Zattoni, commerciante di c.so Matteotti che fa parte del Comitato di quartiere del centro, ha riferito che oltre ai residenti ora ne fanno parte anche 114 commercianti e che altri aderiranno. Da un sondaggio sulla chiusura sono risultati 12 favorevoli, 7 indifferenti e 95 contrari, intanto 9 negozi hanno chiuso…”. Angelo Ceretti, in qualità di consigliere ma soprattutto di medico, ha esposto i risultati sorprendenti di un recente studio epidemiologico “Lunga vita alle città”, che ha monitorato la campagna toscana e Firenze e da cui è emerso che i vantaggi della campagna risultano inferiori agli svantaggi della città, inquinamento compreso. In campagna si rileva una mortalità molto maggiore, studi Istat che sono ora riportati ad altre città e che dimostrano che quando la città è vivace, nonostante sia caotica, è portatrice di vita. E il luogo migliore di socialità è il mercato, un sistema di relazioni che porta ad uscire di casa e, anche ad Abbiategrasso a confluire in centro, in una zona dove le attività sono preferibili al silenzio e dove gli scambi fanno bene alla salute. Da Ceretti un invito alla “flessibilità” a rivedere scelte perché tutti possano trarne dei benefici. E.G.

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