ABBIATEGRASSO – Tra le sorprese del rientro dopo le ferie, anche il progetto rivisto, il terzo, presentato il 7 agosto scorso dalla società proprietaria della vasta area di viale Paolo VI°, sulla circonvallazione. Vistisi bocciare i primi due, Essedue ha presentato un altro progetto che rivede le proporzioni tra le parti destinate al commercio, ai servizi e a residenza. Gli uffici comunali hanno 90 giorni dalla presentazione per far valutare la proposta dai tecnici secondo le norme vigenti e quanto previsto dal Pgt, per altro sottoposto a revisione dall’attuale amministrazione. Dai dati e numeri che circolano sembra che 19.000 mq sarebbero destinati a centro commerciale, 3.500 mq a servizi e 10.000 mq a residenziale. La proprietà sembra pronta a rinunciare a una proporzione di commerciale ma non desiste dal far valere diritti acquisiti. Il tema era stato riproposto anche a fine luglio dai consiglieri del PdL, in particolare dal consigliere Pusterla che rimprovera la maggioranza che lamenta la penuria di risorse, di far dipendere il rispetto del Patto di Stabilità dalla vendita dell’immobile dell’ex scuola di Castelletto mentre rinuncia all’introito di 15 milioni di euro in denaro e opere di compensazione che arriverebbero dalla realizzazione di quanto previsto da Essedue, a cui si aggiungerebbero ca. 500 posti di lavoro. Era scontato quindi che la notizia di un nuovo progetto e la rimessa in gioco del possibile arrivo di un centro commerciale di 15.000 mq torni a far discutere animatamente i cittadini, divisi tra favorevoli e contrari. Nel settembre 2013 il Consiglio comunale, tranne il PdL, aveva votato contro l’arrivo della grande distribuzione e si era anche espresso per la salvaguardia del cosiddetto Pagiannunz, termine con cui gli ambientalisti avevano chiamato l’area umida che si era formata nelle vicinanze dell’Annunciata, valorizzata con mostre fotografiche dedicate alla flora e alla fauna che l’abitava e per cui era stato richiesto l’inserimento nel PTCP della Provincia. In questi giorni si torna a parlare anche di quest’area, c’è chi la rimpiange e si rammarica che la proprietà abbia tolto l’acqua che l’alimentava e che aveva permesso la formazione di una sorta di oasi urbana. C’era e c’è invece chi l’ha definita “Puciachera”, che la ricorda popolata da grandi nutrie che attraversavano in diversi momenti della giornata viale Giotto e viale Paolo VI° e riferisce, non senza ironizzare, “L’ass. Colla aveva addirittura dichiarato, come ho letto su un giornale on line, che sarebbero arrivati pullman di turisti, durante l’Expo, a visitare il Pagiannunz! Abbiamo rinunciato a frotte di turisti e per di più se la società si impunta e non si arriverà ad un accordo, è probabile che, come ha già ventilato, chieda i danni per il tempo perso, i mancati introiti e la spesa di ca. 200.000 euro l’anno, sborsati per l’IMU al comune di Abbiategrasso. Va a finire che invece di incassare i 15 milioni di euro previsti di oneri, sborseremo milioni di danni, sborsati da tutti noi cittadini, non dai politici che hanno votato contro il progetto”. I politici che hanno votato contro lo hanno fatto per diverse ragioni: per evitare il consumo di suolo mai edificato, per difendere il centro commerciale naturale dei negozi di vicinato che già vessati dalla crisi, difficilmente riescono a contrastare la concorrenza della grande distribuzione. Chi è favorevole invece non vuole rinunciare a quella che considera una grande opportunità per risanare i conti del Comune: “Continuiamo a lamentarci che non ci sono soldi, potremmo fare molti interventi come sistemare le strade ovunque disastrate, senza contare che chi frequenta i centri commerciali va regolarmente a Vigevano o a Vittuone a spendere quattrini. Con la crisi e la mancanza di lavoro pensiamoci bene prima di dire no a un’opportunità che difficilmente si ripresenterà”. Qualunque sarà la scelta, il consiglio del nostro lettore è condivisibile: “Pensiamoci bene”. E.G.

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