ABBIATEGRASSO – Sarà anche “l’età della stupidera” come dicevano gli adulti decenni fa, ma si trattava di marachelle e trasgressioni sporadiche, difficilmente si trattava di atti tesi a far del male alle persone, la scazzottata tra compagni era un’altra cosa, comunque esistevano le punizioni. I genitori per primi si alleavano con gli altri adulti, che fossero insegnanti o altro, per redarguire i figli e punirli con scappellotti o divieti, dopo aver valutato la gravità dei comportamenti. Nel 2018 non è più così, genitori spesso superficiali e per lo più assenti nella vita dei propri figli, di fronte a una nota, un voto negativo, un rimprovero, si precipitano a scuola e picchiano gli insegnanti. Un comportamento da bulli, senza nemmeno l’attenuante dell’età della stupidera, un modello che avvalora i comportamenti da bullo del minore di cui, l’adulto lo dimentica, è responsabile e deve risponderne di fronte alla legge.  I ragazzi hanno bisogno di affermarsi, di mettere alla prova trasgredendo. Più uno è insicuro e più ha bisogno di avere attenzione anche schernendo il compagno che considera più fragile di lui, così per un momento si sentirà forse meglio e più forte e si sentirà leader  o almeno parte di quel gruppo di ragazzi che hanno pochi interessi ma tanto bisogno di sentirsi qualcuno, di attirare l’attenzione e l’ammirazione degli altri, chissà, forse perché non ne ricevono a sufficienza a casa propria? Perché non si sentono amati? Perché hanno bisogno dei “no” che fanno crescere e che non arrivano da genitori distratti che vogliono dimostrare affetto solo “difendendoli” quando non devono ma è più comodo che non cercare di educare? Queste riflessioni non sono dettate da uno specialista, da uno psicologo, ma dal buon senso comune, da chi disapprova quello che viene chiamato ormai “il fenomeno del bullismo” visto il numero di casi sempre in aumento e che è convinto che si possa e debba intervenire con fermezza. La mancanza di rispetto degli altri e la mancanza di educazione sono comuni a tutti i “bulli”, recentemente l’allarme lanciato sui social da una donna che riferiva, nel pomeriggio di lunedì 28 maggio in via Santa Maria di un ragazzo in lacrime che aveva suonato un campanello per chiedere aiuto mentre un gruppetto di ragazzi fuggiva. Sono stati allertati i carabinieri perché il ragazzo disabile di circa 30 anni ha riferito di subire da tempo minacce e maltrattamenti da parte degli stessi ragazzini. Ora sono in corso indagini per dare un volto, attraverso le telecamere della zona, e un nome a questi prepotenti. Comportamenti da stroncare con interventi punitivi per i ragazzi e sanzionatori per gli adulti, pare che valga sempre il detto che “l’educazione passa anche dal portafoglio”. Ma anche nelle scuole i bulli compiono azioni riprovevoli, alcune testimonianze di maestre delle elementari sono da brividi, bambini che a 6 anni sfidano l’insegnante e si dicono sicuri che il papà e la mamma darà ragione a loro. Recentemente in una scuola media cittadina si è verificato l’ennesimo episodio di pestaggio a scuola ai danni di un ragazzino di seconda, non era la prima volta e lo stesso bullo, ci hanno riferito,  maltratta regolarmente anche altri compagni. Fino a quando permetteremo tutto questo? E a che prezzo? E.G.

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