ABBIATEGRASSO –  Diversi appartenenti ai due centri culturali islamici presenti ad Abbiategrasso hanno partecipato, domenica 31 luglio, alla Santa Messa in basilica. Hanno accolto l’invito partito dalla comunità islamica francese dopo la barbara uccisione di padre Jacques Hamel, un invito che si è diffuso ed è stato recepito da molti musulmani che si sono presentati nelle chiese di molte città, ovunque. Nella basilica di Santa Maria Nuova, sono giunti per la funzione religiosa delle 10 per condividere e testimoniare vicinanza alle vittime e condanna del terrorismo. “Un gesto importante, – afferma don Innocente Binda – sono venuti ad esprimere tutto il loro disappunto per quanto è accaduto, tanto più che padre Jacques non solo aveva avviato un dialogo con loro ma aveva dato un terreno su cui costruire una moschea…” Le chiese cristiane quindi per un giorno o a cominciare da questa domenica sono riconosciute, come le moschee o le sinagoghe, semplicemente come una ‘casa di Dio’ qualunque nome gli si voglia attribuire. Perché non dovrebbe essere possibile pregare il proprio Dio in un qualsiasi edificio sacro? Una nuova umanità senza confini, come auspicato dal Papa. Padre Jacques, un prete anziano ma carismatico e con una grande energia anche dopo 50 anni di sacerdozio, che aveva rinunciato ad andare in pensione per continuare a servire la comunità e che non smetteva di chiedere ai parrocchiani di essere attenti agli altri, di condividere gioia e amicizia, di pregare per la pace che cercava di costruire con atti concreti. Un martire padre Jacques, nell’era del web 2.0, come i martiri paleocristiani che dovevano nascondersi nelle catacombe, la sua morte che ha scosso le coscienze, ha indicato una nuova strada, opposta a quella percorsa dai suoi aguzzini, una strada che può condurre verso la pace. E.G.

 

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