ABBIATEGRASSO – Sabato era il 25 Aprile, 70esimo anniversario della Liberazione d’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista e della riconquista della democrazia. La nostra città ha festeggiato con la tradizionale cerimonia organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma riunite nell’Assoarma. Dopo la celebrazione della Santa Messa in San Bernardino, si è formato in piazza Marconi un lungo corteo, capitanato dalle Autorità civili e militari, da Alpini e Bersaglieri e dai bimbi e ragazzi di quinta elementare e terza media delle scuole cittadine con i loro insegnanti, che ha sfilato per le vie della città, passando per piazza Golgi, corso Matteotti, piazza XXV Aprile, piazza Castello fino ad approdare nel cortile del Castello dove il presidente della Sezione Anpi “G. Pesce” Gianmarco Garbi e il sindaco Pierluigi Arrara hanno tenuto la commemorazione ufficiale. A causa del maltempo è stato modificato e ridotto il giro in programma: saltata la tappa in via Colombo al civico 8, dove era in programma rendere onore alla targa in ricordo degli “scioperi del 1943/1944”. Non è venuta meno, invece, la sosta in piazza XXV Aprile per la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione della corona al monumento della Resistenza e nemmeno quella in piazza Castello, dove è stato reso onore alla lapide dei Deportati, attraverso l’osservanza di un minuto di silenzio e la deposizione della corona. L’intera manifestazione è stata accompagnata dalle note del Complesso Bandistico “La Filarmonica” di Abbiategrasso. Erano presenti anche alcune rappresentanze dei partiti politici: Pd, Rifondazione Comunista, Lega Nord e M5S. “E’ una festa di pace, libertà e unità nazionale. – ha dichiarato il sindaco Arrara – Ci porta ancora una volta a ritrovarci uniti in un sentimento di profonda gratitudine nei confronti di chi ha sacrificato la vita per la conquista della libertà e il riscatto del nostro Paese. Questa data fa parte della nostra storia recente, che molti abbiatensi hanno vissuto in prima persona, come la vedova Chiappa qui presente. Cari concittadini e cari ragazzi, – ha proseguito – il 25 Aprile non è retorica, celebrarlo è un dovere, così com’è un dovere mantenere ben saldo il suo significato, per riaffermare che esso segna la vittoria dei valori della Resistenza: libertà, uguaglianza e solidarietà contro i disvalori del fascismo. Questa festa è, e dovrà restare, la festa di tutti gli italiani che si riconoscono nei valori della Costituzione (la più bella del mondo!) che si è essa stessa proclamata antifascista. Non è quindi retorica ricordare quei valori e non è retorica rendere omaggio ai nostri partigiani! Credo doveroso – ha concluso il primo cittadino, attualizzando il problema delle lotte e delle sofferenze – in questa circostanza dedicare un momento del 25 Aprile alle vittime del mare di questi anni. Questa ricorrenza è un’occasione per ricordare chi, ancora oggi, è oppresso, come noi lo siamo stati fino a 70 anni fa, chi fugge dai totalitarismi, dalle guerre, dalla povertà”. “Passionale” e risoluto il discorso di Gianmarco Garbi che ha ricordato il significato delle lotte di Liberazione da parte di quel moto di popolo che ci ha incanalati sui binari della libertà. Emanuela Arioli

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