ROBECCO S/N – Durante il Consiglio comunale di mercoledì 26 luglio, i gruppi consiliari di opposizione Amiamo Robecco, guidato da Christian Borsani, e Lega Nord per Robecco, capogruppo Maria Giovanna Barni, sono intervenuti per dire che : “A seguito della commemorazione  della rappresaglia nazifascista, accaduta a Robecco sul Naviglio il 20 ed il 21 luglio 1944, siamo ad esprimere la nostra contrarietà relativamente al profilo che ha caratterizzato la celebrazione della ricorrenza da parte dell’Amministrazione comunale.

A Robecco sul Naviglio il ricordo dei tragici eventi verificatisi 73 anni fa rimane ancora oggi ben saldo nella memoria dei cittadini. La commemorazione di un evento che ha colpito così duramente la nostra comunità non può essere svilita da una manifestazione gastronomica quale è la ‘pastasciuttata antifascista’. Innanzitutto sarebbe opportuno fare chiarezza su questa tradizione che non appartiene al nostro territorio e che improvvisamente è apparsa lo scorso anno. Leggiamo che ‘Questa mangiata si rifà ad un fatto storico avvenuto il 25 luglio del ’43 in Emilia ove si sparse la notizia dell’arresto del Duce. A Campegine i Cervi insieme ad altre famiglie portarono la pastasciutta in piazza, nei bidoni del latte. Con un rapido passaparola la cittadinanza si riunì attorno al carro e alla ‘biroccia’ che aveva portato la pasta, molti partigiani scesero giù dalle montagne e tutti in fila per avere un piatto di quei maccheroni conditi a burro e formaggio che in tempo di guerra e di razionamenti erano prima di tutto un pasto di lusso’.  Da allora sono passati settant’anni e ancora l’Anpi, ormai formata da giovanotti che di quegli anni non sono testimoni, porta avanti queste iniziative che sembrano fuori tempo e che trasformano gli stessi partigiani nei veri nostalgici.

Non ci sarebbe comunque molto da ridire se questa manifestazione fosse stata organizzata dall’ANPI o da altri gruppi politicamente di parte. Colpisce il fatto che questa ‘pastasciuttata’ sia stata organizzata ed offerta dall’Amministrazione Comunale. Ormai è assodato che l’organizzazione di eventi e manifestazioni anti o contro chicchessia porta solo a divisioni all’interno della comunità. Tale presa di posizione da parte dell’Amministrazione ha sconcertato numerosi cittadini, tante sono infatti le voci discordanti e le lamentele delle quali ci facciamo qui portavoce. L’amministrazione de facto conferisce al ricordo di questo eccidio un profilo che lascia molto perplessi. Si sarebbe potuto valorizzare maggiormente  il libro dal titolo Questo è il giorno della vendetta, non del perdono’, che ripercorre la realtà storica di quei giorni realizzato dal dottor  Comincini col contributo della nostra concittadina Anna Cislaghi e della mamma Agnese; si ricorda che la presentazione del libro non è stata nemmeno inserita nel programma ufficiale delle iniziative del 25 aprile. Insomma, sembra proprio che quest’Amministrazione, invece di concentrarsi nel far luce sulle tragiche vicende che hanno colpito il nostro paese in nome della verità storica, preferisca dedicarsi a iniziative folkloristiche.

La ‘pastasciutta dei Cervi’, proposta dall’Amministrazione Comunale, che dovrebbe rappresentare tutta la comunità quando si celebrano i valori fondanti della sua storia, è stata invece una scelta equivoca per almeno due motivi: ha banalizzato il significato storico di quella ‘pastasciuttata’, dipendente da un preciso e differente contesto storico (fu organizzata per festeggiare, nulla centra con l’assassinio di vittime innocenti); ha introdotto nelle celebrazioni robecchesi un elemento estraneo, preso a prestito per giocare d’effetto e per superficialità, oltre che per mancanza di sensibilità e di buon gusto, come se per celebrare il ricordo delle vittime non si sia capaci di un diverso gesto simbolico forte, efficace, appropriato  e coerente rispetto alla storia della nostra comunità. Si è riusciti quindi, nello stesso momento, a offendere la memoria sia di quella ‘pastasciuttata’ sia delle vittime dell’eccidio. Da parte nostra ci auguriamo che la novità della ‘pastasciutta dei Cervi’ introdotta quest’anno dall’Amministrazione non sia destinata a diventare una tradizione locale. Se così invece si vuole – e, se non si vuole, perché proprio e solo quest’anno – per parità di trattamento dovrebbe diventare una tradizione anche in occasione del 25 aprile e del 4 novembre. Una volta fatta la scelta, per noi incomprensibile, di considerare la ‘pastasciutta dei Cervi’ idonea anche per qualsiasi contesto in cui si celebrano le vittime per la libertà e la democrazia, non c’è motivo per cui la particolare modalità, scelta quest’anno per rendere ancora più solenne la celebrazione del ricordo del 21 luglio, non debba valere anche per le vittime del 1945 e per i caduti della Prima Guerra Mondiale.

Invitiamo pertanto l’Amministrazione a chiarire, in primo luogo ai famigliari delle vittime del 26 aprile e dei caduti del 1915-18, se la ‘pastasciutta dei Cervi’ è ritenuta idonea a commemorare solo il 21 luglio, riconoscendo indirettamente a questa ricorrenza un più alto valore e significato storico, oppure se anche le altre due date meritano di essere sottolineate con la modalità celebrativa della ‘pastasciutta dei Cervi’”, concludono Amiamo Robecco e Lega Nord per Robecco.

 

 

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