ABBIATEGRASSO – Le preoccupazioni di tanti consiglieri, dell’assessore Squeo, dei revisori dei conti, del dirigente comunale Fasson sono sembrate improvvisamente fuori luogo quando il sindaco Arrara è intervenuto per fare la cronistoria di Amaga. Il sindaco ha citato le preoccupazioni dei revisori datate 16/11/2012, quindi pochi mesi dopo la sua elezione, ha citato l’indebitamento passato da 15 milioni 865.000 € al recente 1.877.000 per poi arrivare alla notizia più eclatante: il bilancio approdato lunedì 27 giugno è in positivo per tutte e tre le aziende, 6.500 per Amaga Energia e Servizi, 19.900 per Amaga e 17.121 per Navigli Ambiente. In attivo non di molto ma comunque una sorta di miracolo, date le premesse e le polemiche che da mesi hanno Amaga come tema principale. Un miracolo che ha lasciato perplessi e poco convinti per primi Finiguerra (Cambiamo Abbiategrasso)e Alberto Gornati (PdL), i presentatori della mozione avente per oggetto: “Rilancio e rinnovamento di Amaga Spa e società controllate”. Alberto Gornati ha spiegato che la mozione è stata riscritta “per poterla discutere pubblicamente poiché si tratta di un bene pubblico. Tengo a ribadire che il nostro atteggiamento da qualcuno giudicato spropositato non è dettato da secondi fini, ma è volto alla tutela del patrimonio aziendale, dei lavoratori e degli azionisti che nient’altro sono che i cittadini. Alle potenzialità di questa azienda abbiamo sempre creduto ed operato affinché potesse dopo le mutazioni imposte dalla legislazione trovare una giusta collocazione sul mercato per l’erogazione dei servizi pubblici. Riteniamo anche necessario e responsabile là dove qualcosa non funziona come dovrebbe, non nascondersi dietro un dito ma affrontare la questione in modo determinato trovando le soluzioni appropriate. Detto questo,data per letta da tutti la mozione che nel titolo riassume la sua finalità: RILANCIO E RINNOVAMENTO DI AMAGA SPA E SOCIETA’ CONTROLLATE, auspico che una volta tanto i colleghi consiglieri possano esprimere la propria opinione serenamente anche alla luce dei documenti che noi stessi abbiamo contribuito a mettere a disposizione per poter avere una visione il più completa possibile. Anche se a onor del vero penso più ad una votazione finale dettata dall’appartenenza politica che non basata su dati oggettivi. A volte abbiamo la sensazione che il Consiglio approvi regolamenti, convenzioni senza però curarsi dell’attuazione. Il fatto che i loro contenuti vengano spesso non rispettati, poco importa, quello che più rammarica è dover constatare che tale atteggiamento sia recepito come normale. E’ giunto il momento di dire basta alle rassicurazioni se non sono supportate da  atti concreti. Con un recente accesso agli atti ho potuto riscontrare delle lacune anche sulle attività di controllo analogo congiunto da parte dei soci sulla Soc. Navigli Ambiente Srl e Amaga Energia e Servizi Srl. E’ incredibile come l’attuale esercizio di questa maggioranza si appoggi e si identifichi con un flusso interminabile di prescrizioni verso le proprie società, che quasi sempre non vengono rispettate; ormai è chiaro che chi ‘detta legge’ non si preoccupa di far rispettare le prescrizioni adottate, così come è palese che dall’altra parte non esiste alcun rispetto degli atti di Consiglio comunale, consapevole che alla fine non ci sarà  nessuna conseguenza. Un meccanismo perfetto di auto-sostegno e copertura che dimostra, appunto, come da tempo sosteniamo, che la gestione ha più un taglio di tipo ‘famigliare’ che non degna di una società pubblica delle Società partecipate e per il nostro stesso Ente”. Gornati ha poi anche rammentato le promesse di “operazioni patrimoniali annunciate dall’assessore Brusati nel 2012 e verbalizzate in sede di prelievo dal fondo di riserva”, poco dopo l’elezione di Arrara, quel milione e mezzo di euro  ha da subito preoccupato i revisori, che l’hanno verbalizzato nel novembre 2012 come citato dal sindaco. Le promesse sono ad oggi  rimaste solo sulla carta…con l’aggravante che ora i bilanci che presentano criticità sono due: quelli di Amaga ma soprattutto quelli del Comune di Abbiategrasso in perenne attesa di incassare crediti dalle Società in questione, dal 2012 in poi. Secondo il sindaco questa vicenda è stata gonfiata ad arte: “Un solo dubbio: una domanda che rivolgo a voi tutti, vi siete chiesti come mai Amaga e le altre società del gruppo non pagano i propri debiti relativi agli anni 2012-2013-2014 e 2015 nei confronti del Comune? Non basta giustificare il fatto dicendo che il mancato introito dei crediti pareggia il non pagamento dei debiti; per noi è un’ammissione del fatto che ormai i finanziamenti sono ridotti all’osso e le gestioni non danno più margine. Di solito le società che si trovano in queste condizioni sono di norma dichiarate ‘insolventi’ e l’aiuto che il Comune sta dando è ormai incontrovertibile e non più tollerabile se non con una netta inversione di rotta che porti ad un effettivo rilancio e consolidamento economico e finanziario di Amaga e delle sue controllate, processo di cui vorremmo essere resi partecipi”. Durante il dibattito il consigliere Albini (Pd) ha rimarcato che “l’indebitamento delle 3 società dal 2012 si è ridotto del 50%, società che quest’anno chiudono in positivo”. Anche Ranzani (Pd) ha rammentato il percorso di Amaga, certo delle sue potenzialità e del cambio di rotta. Ceretti (Vivere Abbiategrasso) ha ribadito invece le sue preoccupazioni e ha invitato a non negare che “ci sono dati di chi ha responsabilità che dicono che le cose non vanno bene. Se ci sono problemi e sofferenze, tutti quanti dobbiamo conoscere e valutare i conti, ho firmato un documento per un affiancamento alla dirigenza per capire cosa fare, apprendo che ci sono miglioramenti in corso ma con ritardo, se qualcuno vuole svendere l’azienda sappia che gli teniamo gli occhi addosso. Siamo per una gestione competente e non amicale, non bisogna nascondere la polvere sotto al tappeto…” Subito dopo Nicoli (Officina) ha lamentato per l’ennesima volta la mancanza di documentazione seppur richiesta da tanto e ripetutamente da tutti. Dopo la lunga e spesso accesa discussione, anche la votazione della mozione ha riservato sorprese e innescato altre polemiche. Ai voti dei proponenti (PdL e Cambiamo Abbiategrasso) si è aggiunto il voto a favore di Ceretti (Vivere Abbiategrasso) mentre Buzzi del suo stesso gruppo si è astenuto, i due consiglieri dell’Officina sono addirittura platealmente usciti, dichiarando la mozione strumentale, un teatrino finalizzato a sommare voti di schieramenti opposti. Affermazione che ha suscitato la reazione di Finiguerra che ha definito gli ex compagni di lista, ora Officina, di essere una stampella della maggioranza e ha proposto una consulenza al Ministero per il sindaco se è vero che è  riuscito a ridurre in poco tempo di 13 milioni i debiti di Amaga. A sua volta Pusterla (PdL) ha chiesto “perché se avete trovato un disastro in Amaga quando vi siete insediati avete subito prelevato 1 milione e mezzo dalle sue casse?” La mozione è stata respinta dai voti Pd e da Stefano Balzarotti della lista civica “Per Abbiategrasso”. E.G.

 

 

 

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