ABBIATEGRASSO – Sia sulla carta stampata che sui social è già comparsa la notizia che l’appuntamento più importante per l’ospedale abbiatense e per la riapertura del P.S. di notte è lunedì 13 novembre. Alle 10.30 infatti è previsto l’arrivo dei componenti della Commissione Sanità di Regione Lombardia che decideranno del futuro del Costantino Cantù che da 135 anni è punto di riferimento  per la salute degli oltre 83.000 abitanti dei 15 comuni del territorio dell’abbiatense. Della Commissione Sanità e Politiche Sociali fanno parte: presidente Fabio Rolfi (Lega Lombarda-Lega Nord), vicepresidente Angelo Capelli (Lombardia Popolare), Marco Carra (Partito democratico), Fabio Altitonante (Forza Italia), Mariateresa Baldini (Gruppo Misto), Barboni Mario (Pd), Annalisa Baroni (FI), Carlo Borghetti (Pd), Michele Busi (Ambrosoli-Patto Civico), Alberto Cavalli (FI), Alessandro Colucci (Lombardia Popolare), Chiara Cremonesi (Insieme per la Lombardia), Riccardo De Corato (F.lli d’Italia), Fabio Angelo Fanetti (Maroni Presidente), Elisabetta Fatuzzo (P. Pensionati), Luca Gaffuri (Pd), Gianantonio Girelli (Pd), Federico Lena (Lega Nord), Paola Macchi (Mov5S), Lara Magoni (Maroni Presidente), Antonio Saggese (Maroni Pres.), Silvana Santini in Saita (Lega Nord), Sara Valmaggi (Pd), Dario Violi (Mov5S). I commissari sono attesi dai sindaci che hanno seguito più volte i lavori della Commssione in Regione e le varie audizioni a cui hanno partecipato anche come protagonisti portando testimonianze ed istanze a nome dei loro concittadini. Con i sindaci anche i rappresentanti del ‘Movimento per i diritti del cittadino Malato’ che ha raccolto oltre 11.000 firme di protesta, contro la chiusura del Pronto Soccorso di notte, scelta che crea disagi, rischi maggiori e ulteriori difficoltà anche al P.S. dell’ospedale Fornaroli di Magenta che non regge il sovraffollamento e per questo sono numerosissime e continue le testimonianze di pazienti e parenti che descrivono esperienze negative.  Sono già partiti vari appelli perché il 13 mattina chi può e ha a cuore l’ospedale si trovi sul piazzale per ribadire ancora una volta che l’ospedale Cantù dev’essere potenziato, che deve continuare ad essere tale ora che è stato completamente rifatto, che ha sale operatorie e apparecchiature all’avanguardia, costate oltre 30 milioni di euro, è impensabile quindi che venga declassato a poliambulatorio e a cronicario, come invece progettato dall’attuale dirigenza. Le sorti dell’ospedale Cantù sono in mano ai Consiglieri regionali della Commissione Sanità e alla Giunta che attualmente governa la Lombardia. E.G

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