GAGGIANO – L’idea di organizzare una serata come questa spesso accade per una pura coincidenza, ed anche questa è nata per un caso lo scorso mese di ottobre durante un convegno che ha riscontrato un notevole successo e che si è svolto alla Cascina Paù nel comune di Rosate, episodio voluto e sponsorizzato dalla Dott.ssa Maria Candida Morosini, proprietaria della cascina e del fondo agricolo. Un evento di un’intera giornata e che vedeva tra gli argomenti all’ordine del giorno del mattino la storia e le origini della nostra tradizione agricola di pianura, l’uso dell’acqua e altri aspetti della vita di campagna, temi che sono stati trattati da illustri relatori, nel pomeriggio invece era prevista la presentazione di due libri, uno di Paolo Migliavacca sulla storia di Gerolamo Morosini sindaco di Rosate nel primo dopo guerra, e un altro libro sulla storia della Cascina Paù, entrambi i volumi sono stati curati dall’Associazione Aldo e Cele Daccò di Gaggiano.

Durante uno degli interventi del mattino, quando l’oratore del momento era il Dott. Mario Comincini di Abbiategrasso, sono state trattate e rese pubbliche alcune delle sue recenti scoperte sulla coltivazione del riso nelle nostre terre, citando date, percentuali di superficie utilizzata, rese, tecniche di coltivazione, ma anche aneddoti inediti sulla sua lavorazione, macinazione, personaggi e altro ancora. Per ragioni di spazio/tempo il contributo dell’illustre ricercatore non si è potuto dilungare in dettagli e nei particolari che erano stati citati velocemente ma non approfonditi, rimandando ad un’altra ipotetica occasione l’analisi particolareggiata di documenti, carte, mappe, e immagini storiche. Da lì è nata l’idea di organizzare una serata specifica e con un solo argomento, il riso, coltura e diffusione tra Gaggiano e Rosate. Contattato Comincini, che da bravissimo divulgatore si è subito reso disponibile per trattare l’argomento in modo esaustivo e con documentazioni di archivio che rendono inconfutabili certe affermazioni, si è pensato di non lasciare trascorrere molto tempo dall’evento della Cascina Paù, legando così tra loro i due momenti e da subito si è pensato al mese di novembre, il successivo è troppo ricco di festività ed eventi, andare più avanti non avrebbe avuto un legame e non avrebbe avuto senso.

Si è scelto un posto rappresentativo della coltivazione del nostro territorio, la Certosa di Vigano, uno dei tanti avamposti come Morimondo, Chiaravalle e altri ancora, dove i Monaci di vari Ordini Religiosi hanno determinato il paesaggio attuale, con la costruzione di canali e le bonifiche degli acquitrini e delle paludi, e hanno organizzato l’agricoltura in modo razionale facendone mezzo di sostentamento delle popolazioni residenti. Si è scelta la serata sapendo di avere dei competitor di livello, nella stessa sera, venerdì 10 novembre, veniva trasmessa dalla televisione nazionale la partita di spareggio per l’accesso della Nazionale Italiana ai prossimi Campionati del mondo, conosciamo tutti il legame italiani-calcio, ma questa concomitanza non ha spaventato gli organizzatori, che hanno pensato che gli eventuali partecipanti fossero seriamente interessati all’argomento e all’illustre relatore, dando così un maggior rilievo e valenza culturale alla serata.

La scelta che si pensava inizialmente fosse azzardata è stata invece premiata dalla presenza di 40/45 persone, che è poi la capienza massima della Sala Capitolare del cinquecentesco edificio di Piazza San Brunone. Tra i presenti, molti erano agricoltori ancora in attività, che con i loro contributi diretti hanno arricchito il momento, da segnalare in particolare quello dei due giovani fratelli Lisa e Paolo Dominoni della cascina Cattabrega, uno dei passaggi del discorso di Paolo è stato “ai tempi di mio nonno, in cascina vivevano e lavoravano circa ottanta persone, adesso ci sono solo io e mia sorella si occupa di carte”. Ma importantissimi sono stati anche i contributi di altri agricoltori presenti, i cui interventi si sono dimostrati estremamente interessanti, anche per sperimentazioni non tutte andate a buon fine, fatte da loro nel corso degli anni per migliorare la coltura oggetto della serata, uno su tutti il caso del contadino del Calvi di San Vito, che ha sperimentato innesti sulla pianticella del riso, tentativo di perfezionamento che è finito addirittura per essere trattato in un congresso a Genova. Altra nota di rilievo è stata la graditissima presenza di persone arrivate da fuori dal circondario, Cuggiono, Cassinetta di Lugagnano, Robecco sul Naviglio, Trezzano ed altri ancora, da segnale infine come una chicca, o come direbbero moderatori da trasmissioni televisive, “la ciliegina sulla torta”, il contributo alla serata di un ricercatore storico di Cuggiono, il signor Ernesto Milani che durante alcune delle sue indagini ha trovato una traccia di un parto di una mondina, un evento non frequente ma neppure rarissimo (probabilmente prematuro) avvenuto in una cascina della zona, da parte una mondina originaria delle zone di collina piemontese, la donna è risultata essere strettamente legata all’attuale Papa Francesco, esiste un documento che prova che quella persona che è imparentata con l’attuale Pontefice sia effettivamente nato e come tale registrato alla nascita dalle nostre parti. Per finire, ormai verso la mezzanotte, alcuni dei presenti arrivati a Vigano dal circondario e per la prima volta, hanno chiesto ai proprietari della Casa Certosina se e come fosse possibile visitare l’edificio, immediata è stata la risposta positiva, e nel cuore della notte è stato possibile visitare la Certosa e in particolare l’Oratorio di Sant Ippolito affrescato dal figli di Bernardino Luini. Antonio Varieschi

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