ABBIATENSE Con una videointervista, giovedì 28 giugno siamo tornati a parlare del P.S. e dell’ospedale Cantù, riferimento per il territorio dell’abbiatense da 136 anni, con il presidente dei 15 comuni, il sindaco di Morimondo, Marco Marelli. Giovedì 21 giugno c’è stato l’incontro richiesto a marzo al nuovo governatore di Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana. Le  chiediamo di raccontare e commentare l’incontro.  Marelli risponde: “Purtroppo siamo usciti delusi da questo incontro, perché è la prima volta che incontriamo  i politici di Regione Lombardia e ci siamo sentiti dire le stesse cose che da anni sentiamo dal direttore Lombardo e dall’ass. Gallera, pur cercando di far comprendere l’approccio al Decreto Ministeriale che vorremmo ci fosse, un approccio politico, che veramente partisse dai bisogni della popolazione e che potesse valutare se il P.S., secondo la nuova normativa ha bisogno di essere messo in sicurezza e mettercelo. Il Decreto non dice di chiudere, dice quali sono i requisiti. Basterebbe, dopo aver investito 30 milioni delle nostre tasse in questa bellissimo immobile, aggiungere eventualmente una piccola parte per permettere al P.S. di essere ‘in sicurezza’, con medici garantiti. Invece abbiamo visto che l’approccio è sempre quello, dare un’interpretazione dei numeri come loro li vogliono leggere, numeri di cui non accettano l’interpretazione  del territorio. Una rigidità, un approccio ‘contabile’: quanto conviene, quanto si spende…”.  Intanto ne approfitto – dice la sottoscritta – per informare che ieri si è tenuta in ospedale una conferenza  stampa per annunciare che due volte la settimana, i medici Elisabetta Saporiti e il dott. Dante Remo Tunesi eseguiranno interventi di chirurgia alla mano, in day ospital al Cantù, di piccole patologie frequenti quali il tunnel carpale o il dito a scatto. Questo per offrire al paziente un servizio definito “decentrato”. Vista la presenza del dott. Schieppati direttore medico ad Abbiategrasso e Magenta e del dott. Minuto, massimo dirigente dell’azienda per l’emergenza-urgenza, ho ritenuto logico e appropriato chiedere se non ritenessero altrettanto e ancora più opportuno offire un servizio importante, più vicino geograficamente, come il P.S. ripristinando il servizio notturno. Questo peraltro in linea con le leggi vigenti, sia il D.M.70 che la legge regionale 23 chiedono di lavorare in rete. Per esempio, ho detto, si dovrebbe chiedere al 118 di inviare ad Abbiategrasso, nelle ore notturne i codici meno gravi, così da sgravare anche il P.S. di Magenta, superaffollato. Mi è stato risposto, e non è la prima volta, che non era quello l’ambito per tali domande, poi alla domanda di un collega sui numeri e flussi al P.S. di Magenta, il dott. Schieppati ha risposto che “da anni anche il P.S. di Magenta vede aumentare i flussi” e si è ben guardato dal mettere in relazione il sovraffollamento che quotidianamente ci viene segnalato con la chiusura del P.S.di Abbiategrasso. Infine, vista la presenza  del sindaco Nai, alla sottoscritta è venuto naturale interpellarlo. Nai ha espresso soddisfazione per l’arrivo della chirurgia della mano anche al Cantù, ha accennato all’incontro in Regione e alle aspettative andate deluse. Ho allora ricordato ai medici presenti che si erano appena chiamati fuori, estranei alle decisioni politiche, che, invece, abbiamo ancora una volta appurato in Regione, Lei lo può confermare, che i politici si avvalgono dei loro numeri e motivazioni tecniche per decidere. Mi è sembrato un  palleggio di responsabilità che si rivela condivisione di una programmazione che non è nell’interesse dei cittadini che, giustamente, si lamentano perchè si ritrovano con meno servizi e più a rischio invece che in sicurezza. Marelli: “Il fatto che l’approccio sia tecnico è uscito diverse volte, le lamentele dei sindaci dipendono dal fatto che il Poas è stato costruito senza interpellarli, nonostante la legge 23 lo preveda.  Ci hanno solo presentato il Poas già confezionato e ci hanno chiesto di votarlo. Fa piacere che aggiungano servizi all’ospedale di Abbiategrasso ma si dimenticano di dire cosa stanno chiudendo e delocalizzando, i medici non vengono sostituiti…” A questo proposito in Regione ci hanno detto che nessun medico si è presentato al bando, abbiamo fatto notare che altrove e in strutture private ci vanno, certo non è attraente invece un ospedale dove si perdono pezzi… “L’altro segnale che purtroppo l’approccio è tecnico è la mancanza di rispetto del Consiglio Regionale. Ricordo che la discussione era approdata in Consiglio Regionale che a sua volta aveva demandato la decisione alla Commissione Sanità il cui voto avrebbe avuto la valenza politica per lo stesso Consiglio. La Commissione Sanità ha fatto tutte le audizioni e una visita al P.S., dopo la quale tutti i commissari, all’unanimità, hanno chiesto la riapertura. A questo punto è chiaro che si tratta invece di un approccio che non tiene conto della politica, questo è l’aspetto più deludente, comunque andremo avanti, anche per anni, perché riavere questo servizio non è una nostra vittoria è una risposta ai bisogni del cittadino, un territorio  vasto e con pochi servizi di mezzi trasporto che ha proprio bisogno  di questo servizio per 24 ore”. Ora la lettera al Ministro inviata da due consiglieri, è venuta a leggerla anche all’Eco, la cons. Barbara De Angeli del Mov.5 Stelle,  ha riacceso la speranza per una soluzione positiva. “Noi condividiamo le speranze e spero vivamente che il Ministro, in questo caso del Mov.5 Stelle,possa prendersi a cuore la faccenda anche se, ripeto, in base al Decreto, la Regione avrebbe potuto intervenire e risolvere. Se anche fosse il Ministro ci va bene comunque, l’importante è raggiungere l’obiettivo”. Enrica Galeazzi

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