ABBIATEGRASSO – Il Movimento dei Diritti del Malato, allarmato da voci e segnali sempre più preoccupanti, ha iniziato da mesi a monitorare la situazione dell’ospedale Cantù, cercando di verificare e approfondire la complessità dei problemi e delle segnalazioni. Tenendosi  fuori da  logiche di schieramento e di appartenenza politica, il Movimento ha avviato, in vista dell’attuazione della riforma sanitaria regionale, una raccolta firme tra la popolazione di Abbiategrasso e dei comuni del territorio, per sensibilizzare sui rischi di riduzione dei servizi sanitari e chiedere al contrario un potenziamento dell’ospedale Cantù. La presentazione del POAS, Piano di Organizzazione Strategica, il 19 ottobre ha confermato le peggiori previsioni e prefigurato, se verrà attuato, un  declino inarrestabile per l’ospedale che perderà i più importanti servizi sanitari. La popolazione ha mostrato con oltre 10.000 firme il suo attaccamento a questo importante bene comune e si mobilita per chiederne la salvaguardia. Risulta sempre più evidente la contraddizione stridente di un ospedale che, pur essendo stato di recente rinnovato strutturalmente con nuove attrezzature diagnostiche ed operatorie, grazie a cospicui finanziamenti pubblici, messi a disposizione dalla Regione, ora non riceve da parte della Direzione aziendale un indispensabile e adeguato supporto organizzativo per migliorarne i servizi e si prevede al contrario un depotenziamento di reparti e di servizi. L’ortopedia da un mese funziona solo dal lunedì a venerdì, sono stati trasferiti all’ospedale di Magenta gli interventi al femore, sembra imminente la chiusura del P.S. di notte ma facendo mancare la presenza del medico rianimatore si condanna l’intera struttura, poiché non si garantisce più la sicurezza di nessun paziente, salvaguardato dalla presenza del rianimatore, non della rianimazione come si vuol far credere, una struttura complessa che pochi ospedali hanno. Senza contare che al Movimento giungono segnalazioni sempre più allarmanti proprio sul Pronto Soccorso di Magenta a cui dovrebbe rivolgersi l’utenza abbiatense. Nel fine settimana due casi in particolare, un cardiopatico costretto a una lunga coda solo per accedere al P.S. del Fornaroli prima di essere registrato e un paziente ricoverato in gravi condizioni a cui i parenti han dovuto portare coperte e cuscino perché mancanti. Com’è possibile sostenere e approvare questa che viene chiamata ‘riorganizzazione’? Com’è possibile togliere un servizio che funziona e creare disagio alla popolazione e un affollamento ingestibile in un’altra struttura? Com’è possibile che una spesa pubblica multimiliardaria si tramuti in uno spreco che non sembra preoccupare l’attuale dirigenza e i politici regionali? Tante le domande che meritano risposte chiare e convincenti, domande a cui i direttori Lombardo e Bosio, l’assessore regionale Gallera, martedì sera saranno chiamati a rispondere. E.G.

 

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