ABBIATEGRASSO – Sveva entra in Castello e scatta l’applauso, spontaneo, voluto. L’attivissima associazione abbiatense “Iniziativa Donna” ha accolto, in collaborazione con “L’altra Libreria” di via Annoni, domenica 18 ottobre, Bice Cairati, amatissima autrice di romanzi rosa, conosciuta con il nome di Sveva Casati Modignani. Nella Sala consiliare del Castello, ha presentato la sua “ultima fatica”: il nuovo romanzo intitolato “La vigna di Angelica” pubblicato il 28 aprile di quest’anno. Orgogliosa, Sveva racconta brevemente la trama del suo libro, nella quale la protagonista, Angelica, a soli trentacinque anni è l’erede di Borgofranco, un antico borgo circondato da lunghi filari di viti di proprietà della famiglia, da quasi duecento anni. Madre e moglie, sembra che nulla manchi nella sua vita per raggiungere la perfezione. Nel bel mezzo di un ricevimento per la riuscita  “creazione” di un nuovo vino, Angelica riceve l’ennesimo messaggio anonimo: qualcuno l’avvisa che il marito da tempo ha un amante. Amareggiata, tra le lacrime e il traffico mentre sta scappando, non vede la macchina davanti a sé che sta frenando, viene sbalzata dal sellino della sua moto e scivola da una scarpata. Rinviene nel momento in cui sente una voce vicino a lei… Un uomo bellissimo, angosciato, preoccupato, cerca di rassicurarla nel tempo che trascorre fino a quando arrivano i soccorsi. Si chiama Tancredi Dasero, nato nel cuore della Sicilia, maestro di cucina; il destino deciderà di metterlo sulla sua strada, più e più volte. Le storie di vita passata si intrecciano fra di loro, la mamma, il marito, l’ex marito cambiano Angelica, facendola diventare una donna con la “D” maiuscola. E’ sempre stata abitudine di Sveva parlare nei suoi libri di figure femminili controverse, archetipi che non a tutti possono piacere. Donne determinate, intelligenti, belle, che fanno paura agli uomini. Continua dicendo che “Il mondo è molto maschilista, siamo talmente brave che molto spesso non crediamo nelle nostre capacità. L’uomo non è più bravo di noi, anche se le ricchezze del mondo sono nelle mani dei maschi. Sono gli uomini che governano il pianeta e che inneggiano alla guerra, mentre chi decide di costruire seriamente con professionalità, dolcezza e determinazione sono le donne… ma hanno una pecca, non credono in loro stesse”. Invita le donne a unirsi le une con le altre, in quanto “L’educazione ricevuta nei secoli ha fatto sì che molto spesso le donne ‘si siano cacciate le dita negli occhi’, mentre gli uomini hanno saputo fare squadra”. Le donne dovrebbero imparare questo da loro! Per la stesura del suo libro, l’autrice si è immersa nel mercato italiano del vino, in espansione a livello mondiale, soprattutto negli ultimi vent’anni. Grazie all’associazione nazionale “Le donne del vino”, formatasi nel 1988, ha avuto modo di stare a contatto con tutte quelle donne che da sempre lavorano nelle aziende vitivinicole in modo professionale, ma quasi “oscuramente” hanno preso coscienza delle loro capacità imprenditoriali. Alcune di loro si sono trovate ad ereditare e a gestire patrimoni di famiglia, circostanza, anch’essa, che dà il segno del cambiamento, contribuendo al “salto di qualità” professionale della figura femminile. Intimidite dal carisma della scrittrice, le domande nella sala sono poche, ma il calore è alto. Ci sentiamo tutte un po’ orgogliose quando donne simili ci rappresentano. A presto Sveva! M.C.

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