Sull’edizione del 5 settembre scorso, questo giornale ha pubblicato un intervento di “Amiamo Robecco” e “Lega Nord per Robecco”, in cui tra l’altro si denuncia che “l’amministrazione comunale de facto conferisce al ricordo di questo eccidio [del 20 e 21 luglio 1944] un profilo che lascia molto perplessi (…). Si sarebbe potuto valorizzare maggiormente il libro dal titolo ‘Questo è il giorno della vendetta, non del perdono’, che ripercorre la realtà storica di quei giorni (…). Si ricorda che la presentazione del libro non è stata nemmeno inserita nel programma ufficiale delle iniziative del 25 aprile. Insomma, sembra proprio che questa amministrazione, invece di concentrarsi nel far luce sulle tragiche vicende che hanno colpito il nostro paese in nome della verità storica, preferisca dedicarsi a iniziative folkloristiche”. Ritengo opportuna una precisazione: non vorrei che si pensasse a una distrazione dell’amministrazione comunale a proposito dell’esclusione della serata di presentazione del libro dal programma del 25 Aprile. In realtà c’è stata una richiesta esplicita di inserimento di quella serata nel programma, equivalente a un patrocinio gratuito, a cui si è risposto con un rifiuto verbale non motivato, tanto che poi non si è neppure proceduto a inoltrare un’istanza formale. Nel “Regolamento per la concessione del patrocinio comunale ad iniziative culturali” si legge: “Con la concessione del patrocinio si riconosce il valore e la qualità di un’attività o iniziativa esterna, meritevole di sostegno”. Evidentemente la sindaca, dopo aver letto le bozze del libro che le mettemmo a disposizione, ritenne che esso non fosse “meritevole di sostegno” da parte dell’amministrazione e che quindi la sua presentazione non dovesse andare ad arricchire il magro programma del 25 Aprile, facendo quindi appunto mancare volutamente il “sostegno” all’iniziativa col negarle “valore” e “qualità” e ribadendo questo giudizio col silenzio assordante suo e del vicesindaco durante la serata di presentazione, mentre diversi robecchesi esprimevano il loro apprezzamento. Su questo voluto intralcio alla diffusione della conoscenza della più tragica pagina di storia locale, iniziato con il rifiuto di coinvolgere l’amministrazione comunale nell’edizione del libro se non a condizioni inaccettabili (che però lo avrebbero immediatamente reso “meritevole di sostegno”), i cittadini robecchesi hanno comunque riflettuto, come dimostra anche l’intervento di “Amiamo Robecco” e “Lega Nord per Robecco” (oltre alla circostanza, non secondaria, che rispetto al libro non si è ancora sentita una voce dissenziente, se non da parte di sindaco e vicesindaco non a parole magari argomentate ma, peggio, coi fatti non motivati).

Mario Comincini

 

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