Scrivo al dott. Terrenghi, medico di base in pensione e psichiatra, per rispondere a quanto già letto su altri giornali. Scrivo da abbiatense, del direttivo del Movimento per i Diritti del Malato, volontaria presso il nostro P.S., impegnata  per il nostro ospedale. Terrenghi ha scritto: “Mercoledì 24 maggio al castello abbiamo assistito alla più grottesca sfilata di sindaci, aspiranti e Mov. dei Diritti del Malato contro lo sviluppo razionale, intelligente ed economico dell’azienda sanitaria regionale, però i medici e il personale che ci lavora non sono stati invitati a intervenire”. Incomincio da qui, chi c’era, se non coinvolto politicamente come Terrenghi, può testimoniare di aver ricevuto informazioni interessanti, credo inoltre che tutti siano al corrente che il personale dipendente è sanzionabile, perché sta scritto nel loro contratto che non possono esprimersi contro quel che prevede l’azienda ospedaliera pena sanzioni. Parla solo chi è d’accordo per convinzione ma spesso per convenienza, chi è contrario, e sono molti, lo fa ma ‘sottovoce’, non si può esporre. Il dott. Terrenghi dice inoltre: “Il P.S. non è mai stato adeguato, non è in sicurezza da almeno 40 anni”, ebbene mi stupisce che né da medico né da politico, quand’era consigliere di FI, sia mai intervenuto per chiedere di metterlo in sicurezza e nemmeno abbia posto il problema quando sono stati investiti 30 milioni di soldi pubblici per rifare l’ospedale Cantù, P.S. compreso. Com’è che si sogna proprio ora di intervenire quando è in pensione, forse è una coincidenza che lo faccia una settimana prima delle elezioni, quando è candidato con Forza Italia, che risulta tra i responsabili della chiusura? Secondo quanto hanno riferito i consiglieri regionali  Borghetti del Pd, Altitonante e Mantovani di FI ma di opinioni diverse dall’ass. Gallera dello stesso partito e con molti amici abbiatensi, si tratta di una decisione politica, perché i soldi ci sono, dei 18 miliardi spesi da Regione Lombardia per la sanità, 700 milioni vanno ai nostri 4 ospedali, c’è quindi, hanno sostenuto, la possibilità di investire anche sul Cantù per mettere finalmente in sicurezza, come anche Terrenghi dice di auspicare, gli 83.000 abitanti dei 15 comuni dell’abbiatense. Solo una decisione politica quindi, io sto con chi difende il nostro ospedale, con gli 11.000 abbiatensi che hanno firmato, anche se finora inascoltati. Non mi rassegno a questi ‘cambiamenti’ che paghiamo sulla nostra pelle, sollecito una mobilitazione popolare per chiedere quello che l’art. 32 della Costituzione ci assicura: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Non ci accontentiamo di niente di meno dott. Terrenghi! Enrica Galeazzi

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