ABBIATEGRASSO – L’Azione Cattolica, il Circolo Acli, il Centro Culturale Shalom, la Comunità Pastorale S. Carlo Borromeo hanno organizzato un incontro sul conflitto Russia-Ucraina che sconvolge l’Europa e che fa presagire nuovi scenari mondiali per niente rassicuranti, per onorare la memoria di Enzo Bianchi e il suo importante apporto in Azione Cattolica e come vice presidente Diocesano Acli.

Lunedì 17 presso il Centro Mater Misericordiae, il relatore, Silvio Ziliotto, Segretario delle Acli Milanesi con delega a Legalità e Relazioni Internazionali, ha accompagnato i numerosi intervenuti a ripercorrere la storia dei territori coinvolti nel conflitto con uno sguardo ampio sull’intero mondo. Digressioni inaspettate ma utili a inquadrare quello che sta succedendo, illustrate da slides geo politiche efficaci. La zona di Kiev, nell’8°e 9° sec. d.C., ad esempio, è interessata dalla discesa delle popolazioni scandinave che lambiscono i fiumi fino a Costantinopoli portando ambra, cacciagione, pellicce. Nell’11° sec. subisce l’invasione delle orde mongole, un precedente che semina diffidenza verso i cinesi da parte del popolo russo, con cui ora sembra esserci un’alleanza.

Illuminante è anche ricordare che le chiese ortodosse sono da sempre più nazionaliste che religiose e questo spiega l’atteggiamento di Kyrill il Patriarca ortodosso di Mosca e della chiesa russa. Per lo più sconosciuti e dimenticati ma riportati alla memoria dal relatore anche i 15 conflitti in atto nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, soffocati nel sangue. Tra questi   la guerra greco-turca e quella turca-armena, conflitti nati per conquistare il controllo dei territori. Un’altra slide ha evidenziato che la Repubblica Ucraina diventa nel 1922 parte della Repubblica Socialista Sovietica che annette via via diversi territori, nel 1954 Kruscev annette la Crimea di cui era natio, Sebastopoli è di nuovo una base navale della flotta russa. Una mappa attuale ha mostrato le molte, diverse appartenenze linguistiche ed etniche della popolazione russa e l’Ucraina, lo dice la parola (crai significa confine), è zona di confine e per questo le esercitazioni Usa e Nato nelle vicinanze hanno destato la sindrome di accerchiamento. A questo proposito però è stato ribadito che, senza ombra di dubbio, c’è un aggredito, l’Ucraina e un aggressore che è la Russia.

Nel 2014 il Protocollo di Minsk aveva siglato un accordo per porre fine alla guerra nell’Ucraina orientale filo russa, a differenza dell’ovest cattolico e filoeuropeo. 143 i Paesi aderenti all’Onu hanno condannato le annessioni, dopo il recente referendum, delle 4 repubbliche del Donbass alla Russia, considerate illegali, Cina e India però si sono astenute.

Non c’è unanimità e il blocco europeo e le sanzioni vengono in parte vanificate da Paesi come l’Arabia Saudita che continuano ad acquistare il gas russo. Ma lo scenario più temibile è che “vengano sdoganate le armi nucleari tattiche con attacchi simmetrici” ha affermato il relatore, in effetti oltre al Papa in pochi si stanno prodigando per la pace, tra questi ha citato “ex diplomatici italiani che con un appello suggeriscono un accordo per un’Ucraina indipendente”, fuori dalla Nato per evitare provocazioni e tentazioni di usare armi nucleari. Sono molti i Paesi che posseggono armi atomiche e appetiti espansionistici.

L’appello degli oltre 40 ex diplomatici italiani contiene anche la proposta di una Conferenza sulla sicurezza in Europa per promuovere il ritorno alla convivenza pacifica tra i popoli. Servono innanzitutto buon senso e una volontà di pace. E.G.

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