ABBIATEGRASSO – Ospite del Rotary C. Abbiategrasso, martedì 24 gennaio, il fotografo Adriano Mauri. Il suo curriculum richiederebbe più di un’intera pagina del giornale, molteplici infatti le sue collaborazioni in ogni campo dell’editoria. Da fotoreporter, anche di nera, per i maggiori quotidiani, alla ritrattistica nel mondo del jazz e nel sociale con i volti degli ultimi minatori italiani, da cui è scaturita una mostra che ha affascinato in diverse città argentine. Sue anche le copertine e servizi di magazine del Food come Grande Cucina e Il Pasticcere e la collaborazione con i più grandi chef per la rappresentazione dei loro piatti. Suo anche il primo lavoro effettuato con un Iphone ospitato in una mostra. Adriano Mauri abita da 3 anni ad Abbiategrasso ma è nato a Iglesias ed il suo primo lavoro ha avuto come committente il Rotary Club della sua città, con la finalità di testimoniare la lotta antimalarica in Sardegna. Ma Adriano Mauri oltre ad avere nel cuore la sua terra natia si sente anche lombardo, proprio come il suo cognome, infatti il suo trisavolo era quell’Achille Mauri che nell’’800 produceva cioccolato con Venchi a Lecco. Il bisnonno Evaristo originario di Lecco, invece che era fotografo, andò a fare fotografie in Sardegna e decise di rimanerci. Il nipote Adriano ha ripreso questa passione, dimostrata alla grande dalle immagini proiettate per gli amici rotariani. Dapprima una serie di scatti di paesaggistica industriale, immagini realizzate nelle zone limitrofe a Iglesias, per due secoli capitale mineraria d’Italia. Miniere di piombo e zinco, ma già si scavava in epoca romana per estrarre argento. “A 45 anni – ha confidato Adriano Mauri – ho deciso di raccontarlo attraverso il mio occhio e il mio sentire”. Immagini di miniere dismesse che evocano memorie e che chiedono, mute, di essere messe in sicurezza e vedersi restituire la dignità che meritano. Paesaggi di archeologia industriale, ‘solo’ architetture e spazi, nessuna figura umana. Subito dopo, al contrario, una serie di ritratti incredibilmente emozionanti. Una carrellata di volti, gli ultimi minatori che ancora lavorano per Carbosulcis, ritratti appena usciti dopo 8 ore di lavoro da una profondità di 400 metri. Volti anneriti in cui brillano sguardi che commuovono, intensi, fieri, puliti, sguardi e facce che raccontano generazioni di famiglie. Un fotografo eclettico, magistrale nella ritrattistica sociale ma anche capace di presentare nature morte che sembrano dipinte dal Caravaggio. Ma anche maschere che riportano ai riti antrotropaici e infine una panoramica sui  lavori più recenti che parlano di cibo attraverso le creazioni degli chef stellati. Una serata ricca di emozioni grazie ad un ospite d’eccezione. E.G.

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