ABBIATEGRASSO – Un uomo che non ha mai smesso di occuparsi del bene comune, così è stato descritto e commemorato con affetto e riconoscenza Carlo Chiappa, detto “Abele”, partigiano a cui è stata intitolata la piazzetta accanto al monumento di Cavallotti, a pochi passi dal passaggio a livello. Domenica 17 aprile, nella sala consiliare del Castello, ricordi ed emozioni sono riemersi grazie al contributo del ricercatore storico della resistenza Luigi Borgomaneri ed Ermanno Bighiani, autore del libro "Abele", che hanno aperto una giornata dedicata a Carlo Chiappa, a pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, festa della Liberazione. Il sindaco Pierluigi Arrara, che ha presenziato all’evento indossando la fascia tricolore, ha più volte sottolineato: “Dobbiamo rifuggire dal qualunquismo il nostro dev'essere un impegno quotidiano per la Libertà”. E’ stata ricordata la vita di Carlo Chiappa, nato nel 1915 e morto nel 1986, orfano di un padre coinvolto, suo malgrado, in una guerra che ha sterminato uomini e ferito nel cuore generazioni di donne. Crescere nella povertà ha fatto emergere ancor di più la sua voglia di vivere, “un profondo senso di solidarietà e una conseguente sensibilità al senso di giustizia”, hanno ricordato i suoi famigliari, “una spontanea attitudine nelle relazioni, una voglia di conoscere e di sentire l’altro come occasione di trasformazione e di confronto”. Aveva vent’anni quando scoppiò la seconda guerra mondiale, “Il suo sguardo aperto, incapace di fare i conti solo con la sfera privata, lo porta a percepire precocemente la potenza distruttiva di quella terribile esperienza italiana chiamata fascismo. La fede nella persona e nella sua dignità portano domande di senso che hanno come inevitabili conseguenze prese di posizioni conflittuali e rischiose”. Partecipa attivamente agli scioperi del 1943, poi arriva la clandestinità, la reclusione e la successiva lotta partigiana. Come Comandante di Brigata affronta il difficile compito di creare una rete di lotta stando nella clandestinità, intorno a lui muoiono compagni di idealità e di coraggio. “Intanto nascono le sue due figlie, amori profondi della sua vita. Così Abele sperimenta anche la resistenza verso il naturale desiderio di fare casa, di godersi il calore di bambine con cui tanto gli piaceva giocare. E anche questa resistenza non si può fare da soli: grande l’aiuto della moglie Ester, sostegno di lotta ma anche donna capace di sopravvivere a una quotidianità fatta di continue minacce e paure. Poi venne la liberazione e il suo gesto di protezione verso Abbiategrasso e contro la follia di un comando americano deciso a bombardare sopra gli 8.000 tedeschi in ritirata accampati sul Ticino e ad Abbiategrasso. ‘Sono dei poveri soldati come noi, lasciamo che vadano a casa e che a pagare siano i veri mandanti di questa guerra’ questo è quello che nei racconti successivi più volte ci siamo sentiti dire. Carlo Chiappa fino alla sua morte non ha mai smesso di occuparsi del ‘bene comune’. Ringraziamo chi ha deciso di ricordarlo dedicandogli una piazza”, hanno ricordato i famigliari. Ovviamente non poteva mancare l’Anpi, con rappresentanze da tutto il territorio. Una giornata ricca di emozioni, per non dimenticare un grande e umile uomo. Ricordandolo, si rende onore anche ai tanti partigiani come lui che rischiarono, e spesso persero la vita per la nostra libertà. S.O.

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