ABBIATEGRASSO – I tre consiglieri del PdL Gornati, Bertani, Pusterla hanno indetto una conferenza stampa all’indomani del Patto tra le forze in maggioranza, liste civiche e Pd, nominato dagli esponenti del centrodestra “patto di consiliatura”. Alberto Gornati, capogruppo PdL, è stato un fiume in piena: “E’ stato da poco approvato il bilancio di previsione dell’anno in corso – ha iniziato a dire Gornati – un bilancio in bilico fino all’ultimo momento data le ormai croniche divergenze sempre più accentuate tra le forze che compongono la maggioranza che governa la città. Non abbiamo mai creduto in realtà, che le liste civiche avessero intenzione di staccare la spina, ma piuttosto che ritenessero fosse questo il momento di presentare il conto al Pd locale, senza la certezza che sarebbe stato pagato in toto senza neanche richiedere un po’ di sconto nonostante il periodo di saldi. Riconosciamo alle liste civiche l’abilità e la tempestività, l’aver atteso fino a poco prima della presentazione del bilancio, la cui approvazione è stata fatta intendere a rischio. La presentazione del Patto alla stampa è avvenuta, non per caso, nella mattinata del giorno stesso in cui si sarebbe discusso il bilancio. Il Pd è stato messo con le spalle al muro con una serie di richieste con tanto di tempistiche, un documento che si può definire patto di consiliatura. Capiamo l’entusiasmo dei rappresentanti delle due liste civiche, non capiamo perché gioiscano sindaco e Pd, se non per il fatto di tenersi ben stretta la poltrona a cui sono tanto affezionati. Nessun entusiasmo tra alcuni consiglieri Pd, evidenziato soprattutto quando il consigliere Balzarotti è intervenuto con legittima soddisfazione ad elencare i contenuti dell’accordo. Sebbene sia finita a tarallucci e vino, più che una pace a noi sembra un a tregua che, pensiamo, non durerà molto. I contenuti del patto riguardano la riapertura di piazza Castello, ricordiamo che quando l’abbiamo proposta noi fu contrastata in primis dal sindaco che ora l’approva. Si conferma l’affidamento delle fiere ad Amaga, ignorando l’esperienza maturata con la Fondazione per la promozione dell’abbiatense, che si sta chiudendo. Per piscina, riorganizzazione Amaga, si sono spesi fiumi di parole, vediamo quando ma soprattutto se si concretizzeranno. Sul collegamento Vigevano-Malpensa siamo al ridicolo, dopo una mozione in Consiglio comunale che aveva visto la maggioranza esprimersi sia con voti a favore che contrari e con l’astensione, adesso pare raggiunta l’unitarietà! Dal recente bilancio approvato da questa maggioranza si evince che la tassazione è rimasta ai massimi livelli ma gli investimenti sono praticamente inesistenti. Investimenti di cui la città ha estremamente bisogno, i lavori di manutenzione stradale di recente iniziati erano previsti così come i relativi stanziamenti, nel 2013”. Mentre Bertani informa che non potrà essere presente per il protrarsi di impegni di lavoro, prende la parola il consigliere Pusterla: “La coalizione che ha vinto le elezioni: Rifondazione Comunista, Sel, Idv, liste civiche e vari Pd non esiste più, sono rimasti il Pd e le liste civiche a corrente alternata, la formazione iniziale è andata scemando nel tempo, la gente vota per le cose che si dice di voler fare e anche sull’ideale di una coalizione, il fatto che non esista più lo spirito ideale dell’inizio non permette di fare, si rimane sul singolo dettaglio, dall’inizio di questa amministrazione più che la normale routine, si sono sentiti dei ‘no’. No al centro commerciale a favore del centro naturale, ma a parte quello che fanno i commercianti non c’è un supporto dell’amministrazione, vedi piazza Castello. Perché è stato tolto l’appalto per i libri scolastici ai commercianti locali? Sul piano investimenti, ci si lamenta perché ci sono soldi ma il trend non cambierà, si devono trovare investimenti straordinari, l’amministrazione è riuscita a dire no al centro commerciale che avrebbe portato 15 milioni di euro di oneri in parte in opere e in parte in denaro e che avrebbe portato ca. 500 posti di lavoro. Non era la panacea? Bisogna però dire alla gente che il sindaco a detto ‘no’, ha detto di non farlo, la maggiorana è andata dietro a che voleva il Pagiannunz… Non vogliono più la Fondazione ma non riescono neanche a sostenere il Tabù festival, il fatto che non ci sia più una coalizione coesa permette di non fare. Dirigenti e politici si scaricano a vicenda la responsabilità sulla colonia Enrichetta, i dirigenti non hanno scritto il bando come l’aveva scritto la giunta… Queste scelte ed errori amministrativi porteranno a dei costi, a pagare probabilmente sanzioni e danni per la colonia come per l’S2. Il problema politico è che non esiste più una maggioranza, ora c’è una tregua ma in una guerra continua. La maggioranza dimostra di voler solo rimanere incollata alla sedia”. E.G.

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