ABBIATEGRASSO – Lunedì 7 è stata convocata la Commissione urbanistica per aggiornare sulla fase progettuale del raddoppio ferroviario dalla stazione di Albairate a quella di Abbiategrasso che deve essere realizzato entro il 2026, finanziato con 120 milioni di euro con fondi PNRR.

Si tratta della prima parte del raddoppio previsto in seguito fino a Mortara. Un evento epocale, atteso da decenni, essenziale per garantire finalmente un collegamento decente con Milano, con corse più frequenti, materiale rotabile adeguato. Un’opera che renderà il nostro territorio meglio servito e più appetibile perché ‘più vicino’ alla metropoli con cui avere maggiori vicendevoli scambi e aprire nuove opportunità. Un’opera finalmente realizzabile ma che inevitabilmente comporta anche importanti cambiamenti viabilistici e una metamorfosi delle zone più coinvolte, a cominciare dalle più prossime e adiacenti allo spazio occupato dai binari. Nell’introduzione all’incontro, il sindaco Nai ha definito i tempi, entro il 2026 “stretti ma sufficienti per realizzare l’opera, il cui finanziamento è confermato. Per il progetto definitivo occorre attendere ancora qualche mese per verificare le ipotesi progettuali”. 

L’ass. alle Grandi Opere Albetti ha a sua volta confermato “la volontà di realizzare il raddoppio”, e che l’ipotesi suggerita dall’amministrazione nel dicembre 2021 è stata oggetto di studi e verifiche per esempio sulla roggia Cardinala, fognatura, ‘assaggi’ del sottosuolo, così come la possibilità di collegare il quartiere Folletta utilizzando l’esistente sottopasso di via Paolo VI.

Due ipotesi che RFI intende ulteriormente approfondire. E’ seguita la descrizione puntuale dell’arch. Ambrosini del materiale ricevuto dai tecnici Italfer, che sono stati   invitati a venire a conoscere la realtà di Abbiategrasso, per comprendere perché la loro prima proposta che privilegiava solo lo scorrimento del traffico, vista la vicinanza del centro storico, non poteva essere accettata. La visita è stata proficua e si è presa in considerazione la possibilità di ripristinare, dalla rotatoria di viale Cattaneo, lo schema viabilistico attuale, con un sottopasso al posto del passaggio a livello che da viale Mazzini immetta nella rotatoria ribassata. L’interramento partirebbe dalla chiesa di viale Mazzini con due rampe in discesa, mentre ai lati, in superficie, rimarrebbero due strade con marciapiede alla quota attuale. La parte centrale sarà ribassata alla quota permessa dalla presenza della roggia Cardinala, ritenuta inamovibile.

Ancora da progettare il sottopasso ciclopedonale da via Giramo al piazzale della stazione. La seconda soluzione progettata riguarda il collegamento della zona Folletta con via Paolo VI. La slide proiettata (ripresa in una diretta video dell’Eco) mostra il tracciato che, dalla zona  tra ex Siltal e Annunciata, passa dietro al benzinaio rimanendo fuori dal Parco della Folletta e risale tra via Paganini e via Libia. Una soluzione definita dall’arch. Ambrosini “semplice e di poco impatto rispetto all’esistente, ma efficace per collegare le due parti della città”.

Manca ancora il progetto complessivo, hanno fatto notare i referenti dei gruppi di minoranza, è stato loro risposto che “il progetto definitivo dev’essere pronto entro aprile 2023, poi verrà pubblicato e saranno presentate tutte le richieste di autorizzazioni entro il mese di agosto, per poi indire l’appalto. E’ previsto anche il rifacimento del ponte sul Naviglio che coinvolge anche il Comune di Albairate, le eventuali demolizioni e le giuste remunerazioni verranno concordate con i proprietari. Quando arriveranno aggiornamenti saranno comunicati ed è previsto un confronto con la cittadinanza. “Tutte le richieste-ha concluso l’ass. Albetti-non comprese nel progetto vanno portate alla Conferenza dei Servizi per chiedere tutte le compensazioni utili”. E.G.

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