ABBIATEGRASSO – Una scatola in legno, finemente decorata con un veliero a tre alberi, con la scritta argentea in corsivo sul bordo anteriore “Besuschio Emilio” e sul retro “Abbiategrasso” è stata regalata di recente dal dott. Gipponi ad Edoardo Besuschio che ci racconta la sua affascinante storia. “Sapevo dell’esistenza di questa scatola perché è descritta nel diario che mio padre Guido teneva puntigliosamente ogni giorno sull’attività della pasticceria per mio nonno Emilio”. Edoardo Besuschio mostra e sfoglia il diario-agenda in cui sotto la scritta “dare” su una pagina e “avere” sull’altra compaiono in bella scrittura le annotazioni più disparate, ne leggiamo alcune: nel dicembre 1905, l’acquisto di nuovi bicchieri, di una bicicletta, tre fucili e i relativi costi, la preparazione del primo pastone di 120 libbre per il Natale (il peso è indicato ancora in libbre e non in chilogrammi) “panettoni non ben riusciti ma buoni”. La preparazione di 40 litri di gelato con relativa ricetta e quantità degli ingredienti. “Perché dico che il diario l’ha scritto mio padre? – afferma Edoardo Besuschio – Perché la scrittura del 1905 precedente alla morte di mio nonno Emilio deceduto nel 1907 è la stessa che ritroviamo anche negli appunti del 1910”. Nel diario, il 21 febbraio 1906 si legge quanto è già stato riportato a pag. 32 del libro “i Besuschio pasticceri dal 1845” curato dallo storico Mario Comincini: “Spedito il panettone da 5 kg in un cesto, n. 1 scatola appositamente fatta decorare a Milano di Lingue di Gatto composte con panna di latte come materia prima, sono nutrienti e di facile digestione, n. 3 scatole di Biscotti Granella, contengono una maggior parte d’uova, aderiscono molto per degenti e convalescenti”, segue anche la lettera di accompagnamento. Una spedizione all’Esposizione Campionaria Internazionale e Vinicola Nazionale di Genova a cui invia “gli articoli di mia propria fabbricazione” e per i quali ottiene il più alto riconoscimento: una Medaglia d’oro e una Croce al Merito. Articoli con cui parteciperà nello stesso anno anche all’International Exhibition Healt, Food and Hygiene di Londra, ottenendo un Diploma for Grand Prix with Gold Medal per confectionery a cui seguiranno altri premi e riconoscimenti non solo in Italia ma all’estero. La pasticceria Besuschio infatti all’inizio del ‘900, grazie al talento e lungimiranza del patriarca Emilio e del figlio Guido, era già in grado di internazionalizzarsi. Sempre nel 1906 infatti ha anche partecipato all’Esposizione Internazionale di Milano, di cui Edoardo Besuschio conserva lo splendido Album Ufficiale un libro edito dai F.lli Treves, che contengono preziose fotografie dei Padiglioni in cui si è tenuta l’esposizione che durava, proprio come Expo 2015, da maggio ad ottobre. Si possono ammirare le eleganti architetture dell’epoca, l’interno del Padiglione del Canada o l’esterno di quello francese, preziose testimonianze di edifici ora perduti. “Il dott. Gipponi ha detto a mio figlio che aveva un regalo per me – continua Edoardo Besuschio – il regalo era questa scatola che ho subito riconosciuta, un regalo graditissimo che mi ha riportato alle mie radici, all’infanzia, ma che voglio condividere con gli abbiatensi certo che, come me, saranno orgogliosi di ricordare proprio durante il semestre Expo, grazie a questa ‘memoria’, una piccola deliziosa scatola con un veliero, la partecipazione della pasticceria Besuschio ad altre Esposizioni, ben 110 anni fa e…la scatola miracolosamente torna a casa”. Enrica Galeazzi

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