ABBIATEGRASSO – Martedì 5 novembre si è riunita la Consulta sui temi dell’ospedale, gli “aggiornamenti” sulla situazione hanno ancora più indignato i presenti. Il rappresentante della lista Ricominciamo Insieme ha riferito una notizia che riguarda la Continuità Assistenziale, nuovo nome della Guardia Medica: la gara d’appalto a Milano per l’accompagnamento dei medici al domicilio del paziente, di notte e nei giorni festivi e prefestivi, è andata deserta perché pare che l’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) abbia ritenuto che la cifra offerta fosse inaccettabile. Ora il medico che dovrà recarsi dal paziente dovrà utilizzare il taxi sia all’andata che al ritorno, con  prevedibili ritardi, dovendo attendere un’auto pubblica al posto di quella messa a disposizione da volontari, una soluzione quella del taxi senza dubbio  anche più costosa. Ad Abbiategrasso la situazione è ancora più assurda visto che ogni giorno dalle 20 alle 8, un medico è presente, in una stanza del P.S. chiuso del Cantù, che secondo diverse segnalazioni, raramente esce  per visitare i pazienti. Un P.S. nuovo e superattrezzato non utilizzato di notte, causa mancata sicurezza e disagi alla popolazione che deve utilizzare altre strutture sovraffollate e lontane da cui poi, se arrivati in ambulanza, è difficile e costoso riuscire a tornare a casa. Ma il quadro descritto dai medici componenti della Consulta, un ospedaliero e un rappresentante dei medici di famiglia, è ancora più inquietante. Invece di ripotenziare l’ospedale, si allunga l’elenco di quanto è stato tolto al Cantù dal 2015 quando l’avv. Giulio Gallera è stato nominato assessore regionale. I medici del Cantù non hanno occasione di incontrare il direttore generale e neppure il direttore sanitario per far loro presenti le criticità, i problemi  vissuti direttamente, la realtà dell’ospedale. I pazienti sono sempre più disorientati e quando i tempi si allungano per problemi organizzativi, scelgono o meglio si vedono costretti ad andare altrove, nonostante debbano affrontare ulteriori disagi e con la conseguente frustrazione dei medici del Cantù che vedono svilito il loro lavoro. L’elenco dei servizi da ripristinare inizia dalla presenza di un anestesista h 24, la radiologia di ultima generazione potrebbe offrire un maggior numero di prestazioni e ridurre i tempi di attesa se l’organico non fosse sottodimensionato, ora solo due i radiologi, assenti di sabato e domenica. Situazione critica anche al laboratorio analisi, servizio tolto di sabato e domenica. Sotto organico anche la cardiologia. Si fanno sempre più insistenti le voci del trasferimento del Piede Diabetico a Legnano perché ‘meglio attrezzato’, anche se al Cantù  è presente, per esempio, un  nuovo angiografo  non utilizzato. Sembra sempre più chiaro che nonostante la delibera del Consiglio Regionale del 7 maggio, lo stesso giorno della manifestazione popolare a Milano, un atto amministrativo che ha deciso e votato la riapertura del P.S. e il rilancio del Cantù, si vada nella direzione opposta. L’assessore Gallera pare “commissariare” tutta la giunta, ma può permettersi di andare contro la maggioranza dei consiglieri? Una domanda che attende risposta dal Prefetto a cui nel frattempo hanno scritto i sindaci del territorio. La Consulta attende anche di incontrare il d.g. Odinolfi con cui lo scorso 29 maggio era stato convenuto di iniziare a ripotenziare l’ospedale, per ottemperare alle disposizioni politiche espresse dalla delibera regionale. L’incontro è previsto mercoledì 13 alle 15.30, si parlerà dell’ospedale Cantù anche in Consiglio comunale, il gruppo Cambiamo Abbiategrasso ha infatti presentato una mozione per stimolare una reazione forte a quella che sembra sempre più “una presa in giro”. E.G.

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