ABBIATEGRASSO – “L’arte non è solo un’esperienza visiva che nutre l’anima, ma può anche essere un importante strumento sociale” esordisce così Luisa Maderna, presidente dell’associazione artistica Artemisia. La mostra collettiva dei soci, arrivata quest’anno alla sua terza edizione, è  ospitata presso i sotterranei del Castello Visconteo dal 29 settembre. Numerose le tipologie di opere esposte dai soci, esortati da Luisa a “portare le opere che maggiormente li rappresentano”, dalle incredibili composizioni su fogli di rame di Victor Milani raffiguranti quadri celebri come la Primavera di Botticelli, ai dipinti ad olio di Luigi Maderna, alle numerose esposizioni di hobbistica e gioielleria, fino alla tradizionale presentazione di dipinto su ceramica. L’evento, che si concluderà domenica 8 ottobre, prevede durante la settimana la visita di scuole medie ed elementari, così da permettere ai ragazzi di avere un approccio diretto con l’arte, arricchito anche dalla presenza di laboratori e dimostrazioni in diretta delle diverse modalità di pittura, come acquerello, pittura su seta con la gutta e lavorazione del rame. A distinguersi però in questa terza edizione è la grande installazione situata presso l’ultima sala, frutto dell’ambizioso progetto avviato dalle giovani artiste Giulia Barbieri e Corinne Lodolo. “Eravamo in contatto con una ragazza di Grammichele, Chiara Guastella, che ha deciso di avviare un’associazione artistica chiamata ‘Magma’ proprio nella provincia catanese – ci raccontano le due ragazze – In collaborazione con la neonata ‘Magma’, attraverso una struttura e con degli stand in piazza siamo riuscite a creare coesione fra gli abitanti dei quartieri, ma soprattutto a stimolare i ragazzi dei centri d’accoglienza, che spesso durante le giornate restano inattivi”. L’obiettivo era quello di creare laboratori artistici in modo da incrementare la socialità per le realtà di Grammichele, attraverso un’arte condivisa dove non prevale il singolo ma un’unica opera. Gli incredibili risultati di questi laboratori, detti “Legami”, hanno prodotto opere di frottage, nonché il rilievo degli elementi naturalistici del paese, fino alla grande installazione costituita da un cartellone su cui sono rappresentate le sagome di alcuni ragazzi del centro accoglienza e sotto cui è posizionato un tappeto dove si intrecciano numerosi fili colorati. L’opera, di libera interpretazione, rappresenta nei fili colorati le diverse nazionalità del mondo che intrecciandosi si uniscono creando un’unica opera d’arte che assorbe ideologicamente l’obiettivo di abbattere le barriere razziali. Il progetto di Giulia e Corinne è stato inoltre arricchito dal lavoro di Nicolò Piuzzi, che si è occupato delle videointerviste e del reportage fotografico con foto della città e degli abitanti per far conoscere la realtà di questo piccolo paese siculo. L’arte non dev’essere solo visivamente apprezzabile, ma deve soprattutto avere la capacità di comunicare un’idea o, come in questo caso, unire una città. Artemisia conquista di nuovo il pubblico abbiatense, rivelandosi uno degli eventi tradizionali e più apprezzati ad Abbiategrasso. Ilaria Scarcella

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