Le difese si oppongono all’ingresso dell’Ente nel procedimento. Intanto il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione a sostegno della scelta compiuta dalla Giunta. La decisione sull’ammissione spetterà al Tribunale.
Nuovo passaggio nel processo Hydra, il procedimento nato dalla vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano sulla presunta alleanza tra esponenti riconducibili a differenti organizzazioni criminali attive in Lombardia.
Tra le questioni preliminari affrontate in aula c’è anche la richiesta del Comune di Abbiategrasso di costituirsi parte civile. Una scelta alla quale le difese degli imputati hanno presentato opposizione, sollevando in particolare la questione della tempestività della costituzione. Il nodo dovrà ora essere sciolto dal Tribunale.
Il Comune vuole entrare nel processo Hydra
La scelta di Palazzo Marconi risale al 5 febbraio 2026, quando la Giunta comunale ha deliberato la costituzione di parte civile nel procedimento.
L’obiettivo dell’Amministrazione è partecipare al processo come soggetto che ritiene di avere subito un danno dai fatti contestati, tutelando gli interessi della comunità e l’immagine istituzionale della città.
La questione è stata discussa anche nelle udienze del processo. Le difese hanno contestato l’ammissibilità della richiesta, mentre i legali del Comune hanno sostenuto le ragioni dell’Ente e la sussistenza di un interesse diretto alla partecipazione al giudizio. La decisione non è ancora stata assunta.
Dal Consiglio comunale arriva un voto unanime
Sul piano politico, intanto, Abbiategrasso ha espresso una posizione particolarmente netta. Nella seduta di giovedì 28 maggio, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione di indirizzo a sostegno della costituzione di parte civile.
L’atto rafforza politicamente la decisione già assunta dalla Giunta a febbraio e assume un significato particolare perché sulla partecipazione del Comune al processo Hydra maggioranza e opposizione hanno trovato una posizione comune.
Il voto del Consiglio non interviene naturalmente sulle valutazioni che competono all’autorità giudiziaria, ma conferma la volontà dell’istituzione cittadina di essere presente nel procedimento.
Hydra e il territorio lombardo
Il processo Hydra riguarda un complesso quadro accusatorio costruito attorno all’ipotesi di rapporti e interessi comuni tra soggetti ritenuti riconducibili a differenti matrici della criminalità organizzata.
Le responsabilità penali contestate dovranno essere accertate nel processo e gli imputati devono essere considerati non colpevoli fino a una sentenza definitiva.
La dimensione territoriale dell’inchiesta ha tuttavia portato diversi enti pubblici e soggetti collettivi a chiedere di partecipare al giudizio come parti civili. Tra questi figura Abbiategrasso.
Ora la decisione spetta al Tribunale
Il confronto processuale si concentra quindi sull’ammissibilità della costituzione del Comune. Da una parte le difese hanno sollevato le proprie eccezioni; dall’altra i legali dell’Ente hanno sostenuto il diritto di Abbiategrasso a partecipare al processo e a far valere l’eventuale danno subito.
Sarà il Tribunale a stabilire se il Comune potrà effettivamente entrare nel processo Hydra come parte civile.
Sul piano politico, invece, una decisione è già arrivata: con il voto unanime del 28 maggio, l’intero Consiglio comunale ha scelto di sostenere la presenza di Abbiategrasso nel procedimento.
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