Abbiategrasso sarà uno dei tre punti di partenza del XXIV Pellegrinaggio dedicato a san Riccardo Pampuri. Sabato 5 settembre il cammino attraverserà le campagne della Bassa Padana fino al santuario di Trivolzio, dove alle 12.45 sarà celebrata la Messa conclusiva. Attese migliaia di persone.
ABBIATEGRASSO – Migliaia di persone in cammino attraverso le campagne lombarde, con tre percorsi destinati a confluire a Trivolzio davanti al santuario che custodisce il corpo di san Riccardo Pampuri. Sabato 5 settembre 2026 torna uno degli appuntamenti religiosi più partecipati del territorio e quest’anno, ancora una volta, Abbiategrasso sarà uno dei tre punti ufficiali di partenza, insieme ad Assago e Pavia.
Per chi sceglierà il percorso abbiatense, il ritrovo è fissato alle 6.30 nel parcheggio Esselunga di via Dante Alighieri 41, con partenza immediata verso Trivolzio.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Amici di San Riccardo Pampuri, è arrivata alla ventiquattresima edizione e prosegue una tradizione cominciata nel 2003 per iniziativa di don Carlo Casati.
Da Abbiategrasso a Trivolzio attraverso le campagne
Il pellegrinaggio si sviluppa in parte lungo percorsi pedonali e ciclopedonali e in parte su strade provinciali e comunali.
Durante il cammino si alterneranno la recita dei Misteri del Rosario, letture dedicate alla vita di san Riccardo e testimonianze. I tre itinerari provenienti da Abbiategrasso, Assago e Pavia convergeranno progressivamente verso Trivolzio.
L’arrivo al santuario è previsto intorno alle 12.15, mentre alle 12.45 sarà celebrata la Santa Messa conclusiva.
Le iscrizioni sono aperte fino alle 24 di mercoledì 3 settembre e sono richieste sia a chi intende partecipare all’intero pellegrinaggio sia a chi raggiungerà direttamente Trivolzio per la celebrazione finale.
Il legame di san Riccardo Pampuri con l’Abbiatense
La presenza di Abbiategrasso tra i punti di partenza assume un significato particolare anche per il profondo rapporto tra san Riccardo Pampuri e questo territorio.
Nato a Trivolzio nel 1897 con il nome di Erminio Filippo Pampuri, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia divenne medico condotto di Morimondo.
Per circa sei anni esercitò la professione nelle campagne dell’Abbiatense, raggiungendo gli ammalati anche nelle cascine più isolate. Molti dei suoi pazienti erano poveri e Pampuri era conosciuto per l’abitudine di fornire personalmente medicine, alimenti, indumenti e aiuti economici alle famiglie che non potevano permetterseli.
Proprio a Morimondo maturò una parte fondamentale del percorso umano e religioso che lo avrebbe successivamente portato a entrare nell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, i Fatebenefratelli.
Lasciò la condotta medica nel 1927 per intraprendere la vita religiosa e morì a Milano il 1° maggio 1930, a soli 33 anni. Giovanni Paolo II lo proclamò beato nel 1981 e santo il 1° novembre 1989.
Ancora oggi il santuario di Trivolzio, dove è custodito il suo corpo, è meta di fedeli provenienti da tutta la Lombardia.
Una tradizione iniziata nel 2003
Il pellegrinaggio verso Trivolzio nacque nel 2003 dall’iniziativa di don Carlo Casati, scomparso lo scorso anno, e nel tempo è cresciuto fino a coinvolgere migliaia di partecipanti.
L’edizione 2026 porta come tema “Per essere me stesso ho bisogno di un Altro”. Tra i partecipanti annunciati quest’anno ci saranno anche alcuni detenuti della Casa di reclusione di Milano-Opera, accompagnati lungo il percorso.
Al termine della giornata verrà inoltre organizzata una raccolta fondi: una volta coperte le spese dell’iniziativa, quanto raccolto sarà destinato a un’opera di carità che verrà comunicata durante il pellegrinaggio.
Sabato mattina, quando alle 6.30 il gruppo lascerà Abbiategrasso, il percorso verso Trivolzio ripercorrerà così anche una parte della terra nella quale, oltre un secolo fa, il giovane medico Riccardo Pampuri visitava quotidianamente malati e famiglie delle cascine dell’Abbiatense. Un legame che spiega perché, ancora oggi, il suo nome appartenga profondamente alla storia di questo territorio.
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