Proseguono le ricerche dell’automobilista che giovedì mattina ha forzato un controllo della Guardia di Finanza sulla Statale 526. La Cupra Leon risulta presa a noleggio e la sua targa è stata inserita nel sistema di allerta collegato ai varchi di lettura. L’auto è transitata da Trovo alle 8.15. Il militare ferito non avrebbe riportato conseguenze gravi.
MORIMONDO – Ventiquattro ore dopo, la ricerca continua. Ma la fuga della Cupra Leon che giovedì mattina ha forzato un controllo della Guardia di Finanza a Morimondo, travolgendo un militare, comincia ad avere una traiettoria più precisa.
Le telecamere e i sistemi di lettura delle targhe hanno consentito di ricostruire parte del percorso seguito dall’automobilista dopo l’episodio avvenuto intorno alle 8 di giovedì 27 agosto lungo la Statale 526.
Come L’Eco della Città aveva raccontato nelle prime ore successive all’investimento, il conducente della vettura non si è fermato all’alt delle Fiamme Gialle e si è allontanato verso il Pavese. A distanza di un giorno non risulta ancora annunciato alcun fermo.
La Cupra Leon era stata presa a noleggio
Uno degli elementi acquisiti nelle ore successive riguarda la provenienza dell’automobile. La Cupra Leon risulta presa a noleggio presso una società di autonoleggio. Gli accertamenti sulla vettura e su chi ne avesse effettivamente la disponibilità sono quindi uno dei punti centrali dell’attività investigativa.
Subito dopo la fuga, la targa è stata inserita nella black list del sistema di lettura targhe Selea.
Il meccanismo permette di generare una segnalazione quando il veicolo ricercato attraversa uno dei varchi dotati di telecamere capaci di riconoscere automaticamente le targhe. Uno strumento particolarmente importante nelle prime fasi di una ricerca, quando individuare rapidamente la direzione seguita dall’auto può consentire alle pattuglie di restringere il territorio da controllare.
Da Morimondo a Trovo in quindici minuti
È proprio attraverso i passaggi registrati lungo il percorso che emerge una ricostruzione più dettagliata della fuga. Dopo aver lasciato Morimondo, la vettura si sarebbe diretta verso Besate, per poi proseguire in direzione di Casorate Primo ed entrare nel Pavese.
Alle 8.15, appena un quarto d’ora circa dopo il controllo, la Cupra Leon è stata rilevata dalle telecamere a Trovo. Da quel punto si aprono diverse possibili direttrici.
Una conduce verso Bereguardo e quindi al raccordo con l’autostrada A7 Milano-Genova. Un’altra permette invece di raggiungere Battuda e successivamente la Statale 35 dei Giovi attraverso la viabilità ordinaria.
Sono scenari investigativi e non è stato finora reso noto quale percorso abbia effettivamente seguito la vettura dopo l’ultimo passaggio ricostruito.
Il finanziere ha battuto la testa nella caduta
Emergono intanto maggiori informazioni anche sulle condizioni del militare coinvolto. Durante la manovra con la quale l’automobilista si è sottratto al controllo, il finanziere è stato scaraventato a terra e ha battuto la testa.
È stato necessario il trasporto in ospedale per gli accertamenti, ma le informazioni disponibili nelle ore successive indicano che non avrebbe riportato conseguenze di particolare gravità. La dinamica precisa dell’investimento resta comunque oggetto di ricostruzione.
Perché non si è fermato?
Rimane soprattutto la domanda centrale dell’intera vicenda: per quale ragione il conducente abbia deciso di sottrarsi al controllo.
Su questo punto non sono stati diffusi elementi ufficiali sufficienti per formulare conclusioni. Non è quindi possibile stabilire se la fuga fosse legata alla posizione personale dell’automobilista, alla vettura, a ciò che eventualmente trasportava o ad altre circostanze. Qualsiasi spiegazione, allo stato attuale, sarebbe soltanto un’ipotesi.
Quello che invece è possibile ricostruire è un percorso iniziato sulla Statale 526 a Morimondo e proseguito rapidamente verso sud, attraversando il confine tra Milanese e Pavese.
Le telecamere hanno seguito la Cupra almeno fino a Trovo. Ora il punto decisivo è trasformare la traccia lasciata dalla vettura in un’identità e arrivare al conducente che, dopo avere lasciato un finanziere a terra, è riuscito a far perdere le proprie tracce.
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