Milano è sotto shock dopo il drammatico incidente avvenuto nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio in via Vittorio Veneto, in zona Porta Venezia, dove un tram della linea 9 è deragliato finendo contro la vetrina di un ristorante.

Il bilancio è pesantissimo: due morti e 54 feriti, molti dei quali passeggeri a bordo del convoglio diretto a Porta Genova. L’impatto, violentissimo, si è verificato alle 16.11, quando il mezzo ha imboccato a velocità sostenuta uno scambio che lo ha deviato verso via Lazzaretto. Invece di proseguire dritto verso piazza Oberdan, il tram ha svoltato bruscamente, uscendo dai binari e inclinandosi prima di schiantarsi contro l’edificio.

Una sequenza durata pochi secondi che ha trasformato un normale pomeriggio milanese in una tragedia.

L’ipotesi del malore del conducente

Le indagini sono immediatamente scattate e la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

La pista principale resta quella dell’errore umano, probabilmente legato a un malore del conducente. Il tranviere, un dipendente ATM sessantenne con oltre trent’anni di esperienza, ha dichiarato di essersi sentito male poco prima dell’incidente.

Questo potrebbe spiegare due elementi ritenuti cruciali dagli investigatori: il fatto che il mezzo abbia saltato una fermata poco prima del punto dell’impatto e la mancata gestione dello scambio che avrebbe dovuto mantenere il tram sulla traiettoria corretta.

Per chiarire ogni dubbio, il cellulare del conducente è stato sequestrato. Gli inquirenti vogliono escludere che fosse in uso al momento dell’incidente. Saranno determinanti le immagini delle telecamere interne al tram e quelle della videosorveglianza urbana, oltre alle testimonianze dei passeggeri.

Il dramma a bordo: due passeggeri sbalzati fuori

Le vittime viaggiavano entrambe sul tram al momento del deragliamento.

Si tratta di Ferdinando Favia, 59 anni, e Abdou Karim Toure, 56 anni, cittadino senegalese. Entrambi sono stati sbalzati fuori dal convoglio durante l’impatto e successivamente travolti dal mezzo, che si è inclinato e poi rialzato, schiacciando i corpi rimasti sull’asfalto.

Favia è morto praticamente sul colpo. Toure è stato soccorso in arresto cardiaco e trasportato all’ospedale Niguarda, dove i medici hanno tentato a lungo di rianimarlo senza successo.

Il cordoglio per Ferdinando Favia, imprenditore di Vigevano

Tra le vittime c’è un nome che ha colpito profondamente anche il territorio della Lomellina.

Ferdinando Favia, residente a Vigevano, era titolare di un’impresa di marketing e stava viaggiando sul tram insieme alla compagna. La donna è rimasta gravemente ferita ed è attualmente ricoverata in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli.

Favia era conosciuto nel suo ambiente professionale per la sua attività imprenditoriale e per il radicamento nel tessuto economico locale. La notizia della sua morte ha suscitato forte commozione nella comunità vigevanese, improvvisamente colpita da una tragedia consumatasi a pochi chilometri di distanza.

La dinamica dell’incidente non gli ha lasciato scampo: il suo corpo è stato sbalzato fuori dal finestrino durante il deragliamento e travolto dal tram nel momento in cui il mezzo ha oscillato prima di stabilizzarsi.

Oltre cinquanta feriti e intervento di maxi emergenza

L’incidente ha attivato una macchina dei soccorsi imponente.

La chiamata al 112 è partita pochi secondi dopo lo schianto e sul posto sono arrivati numerosi mezzi di AREU, con automediche, ambulanze e unità di coordinamento per maxi emergenze. I vigili del fuoco hanno lavorato per estrarre i passeggeri intrappolati tra le lamiere.

Tre persone sono state trasportate in codice rosso negli ospedali cittadini, mentre altre decine sono state ricoverate in codice giallo e verde in diverse strutture milanesi.

Tra i feriti più gravi, oltre alla compagna di Favia, restano due pazienti in condizioni critiche ricoverati al Policlinico e al Fatebenefratelli.

Le indagini sulla dinamica

Per tutta la notte la polizia locale ha effettuato rilievi accurati sulla scena dell’incidente, documentando le tracce lasciate dal tram sull’asfalto e ricostruendo la sequenza degli eventi.

L’attenzione degli inquirenti si concentra ora su due aspetti chiave: lo stato di salute del conducente al momento dei fatti e il funzionamento del sistema di scambi ferroviari.

ATM ha dichiarato piena collaborazione con le autorità giudiziarie, mettendo a disposizione ogni elemento utile per accertare la verità.

Milano resta scossa da una tragedia che riapre il tema della sicurezza del trasporto pubblico, mentre a Vigevano si piange la perdita di uno dei suoi concittadini.