Il fenomeno che sta ridisegnando la geografia industriale alle porte di Milano si avvicina sempre di più all’Abbiatense. La prima mappatura del Politecnico fotografa una concentrazione senza precedenti di infrastrutture digitali nella Città metropolitana. Magenta compare tra i territori interessati dai progetti di maggiori dimensioni, mentre l’asse occidentale di Milano diventa uno dei punti nevralgici della crescita dei data center.
La nuova geografia dei data center lombardi passa sempre più vicino ad Abbiategrasso e all’Abbiatense. Se fino a pochi anni fa queste infrastrutture apparivano come un fenomeno prevalentemente milanese, i progetti in costruzione e quelli sottoposti a valutazione mostrano oggi una progressiva espansione verso la cintura metropolitana e il Sud-Ovest milanese.
A fotografare le dimensioni del fenomeno è la prima mappatura realizzata dal progetto ProdAction del Politecnico di Milano, dedicata ai data center attivi, in costruzione e programmati nella Città metropolitana.
I numeri sono significativi: nell’area metropolitana risultano 33 strutture attive sulle 49 censite in Lombardia, distribuite in 32 Comuni. La loro potenza nominale raggiunge complessivamente circa 414 MW, pari al 68% del totale nazionale. Altre dieci strutture risultano in costruzione e 23 sono in fase di valutazione.
Magenta entra nella mappa dei grandi data center
Per il nostro territorio il dato più rilevante riguarda Magenta, dove è allo studio uno dei progetti di maggiori dimensioni tra quelli presi in considerazione nell’area metropolitana.
Le infrastrutture attualmente sottoposte a valutazione possono infatti raggiungere potenze molto superiori rispetto ai data center esistenti: secondo la ricerca del Politecnico si passa da 24 fino a 300 MW, contro potenze medie inferiori ai 10 MW per molte delle strutture oggi operative.
Magenta figura, insieme a Bollate, Lacchiarella e Rozzano, fra i territori interessati da progetti che potrebbero raggiungere proprio l’ordine dei 300 MW.
Un elemento che attribuisce una dimensione nuova al confronto già aperto in città sull’insediamento previsto nell’area ex Novaceta. Il progetto ha alimentato nelle ultime settimane una crescente mobilitazione territoriale e il tema è arrivato anche alla Fiera di San Rocco, con la raccolta firme promossa dal Comitato contrario all’intervento.
Per Abbiategrasso la questione non è geograficamente distante. Magenta si trova a pochi chilometri dalla città e l’espansione delle infrastrutture digitali interessa ormai un quadrante molto più ampio dell’hinterland occidentale.
Da Milano verso l’Abbiatense e l’Ovest milanese
La tendenza emerge chiaramente osservando la distribuzione dei nuovi insediamenti. Il Politecnico rileva come i data center in costruzione siano già molto più grandi rispetto alla generazione precedente: hanno potenze comprese tra 20 e 60 MW, con una media di circa 30 MW. Se tutti quelli attualmente in costruzione entreranno in funzione secondo i programmi, entro il 2028 apporteranno altri 318 MW, determinando quasi un raddoppio rispetto alla capacità esistente.
A questo si aggiungono i grandi campus sottoposti alle procedure di valutazione ambientale.
Il fenomeno riguarda direttamente anche l’Ovest milanese: tra Settimo Milanese e Cornaredo esistono già grandi concentrazioni di infrastrutture digitali, mentre nuovi investimenti interessano anche Cusago, territorio immediatamente confinante con l’area abbiatense.
La crescita dei data center, dunque, non riguarda più soltanto Milano. Sta progressivamente costruendo una nuova cintura infrastrutturale che dalla metropoli si estende verso i Comuni occidentali.
Energia, territorio e consumo di suolo
È soprattutto la dimensione energetica a mostrare quanto sia profondo il cambiamento. Secondo i dati regionali, in Lombardia sono state presentate 207 richieste di connessione alla rete elettrica di alta tensione, per una potenza teorica complessiva di 31,28 GW.
Il numero non corrisponde tuttavia alla quantità di impianti che verranno effettivamente realizzati. Una parte delle richieste potrebbe non superare le successive fasi progettuali e autorizzative. La Regione considera più attendibile, nel medio periodo, uno sviluppo complessivo non superiore a circa 3 GW.
Anche questa stima, enormemente inferiore alle richieste teoriche, restituisce comunque la scala della trasformazione in corso.
Il Politecnico richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze territoriali dei nuovi campus: consumo di suolo, domanda di energia, procedure urbanistiche e ambientali, ma anche sulla necessità di conoscere meglio gli effetti cumulativi prodotti dalla concentrazione di più strutture nella stessa area.
Particolare attenzione riguarda i grandi gruppi elettrogeni utilizzati per garantire la continuità operativa dei server in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica e, più in generale, la necessità di disporre di dati pubblici che consentano di valutare gli effetti delle infrastrutture una volta entrate in funzione.
Una questione che riguarda ormai anche Abbiategrasso
Per l’Abbiatense il punto centrale è proprio questo. La discussione sul data center di Magenta non può essere considerata esclusivamente una vicenda urbanistica del Comune confinante. L’espansione degli insediamenti verso Magenta, Cusago e l’Ovest milanese colloca Abbiategrasso al centro di un territorio nel quale nei prossimi anni potrebbero concentrarsi infrastrutture caratterizzate da investimenti e fabbisogni energetici di dimensioni fino a poco tempo fa difficilmente immaginabili.
La Lombardia ha introdotto nel 2026 una disciplina specifica per i nuovi data center, privilegiando il recupero delle aree industriali dismesse e prevedendo condizioni più onerose per gli insediamenti su terreni agricoli o sottoposti a particolare tutela.
Ma la partita decisiva si giocherà nei territori. Per Abbiategrasso e per i Comuni dell’Abbiatense diventa quindi essenziale seguire ciò che sta accadendo appena oltre i propri confini. Perché la nuova geografia digitale della Lombardia non si sta formando altrove: sta prendendo forma lungo l’asse occidentale della Città metropolitana, a pochi chilometri da Abbiategrasso.
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