Il programma “Equinix per l’Italia” è stato dichiarato di preminente interesse strategico nazionale. Previsti sette nuovi centri tra Cusago e Settimo Milanese, fino a 1.500 addetti nei cantieri e oltre 500 posti diretti e indiretti a regime. Il sindaco Reina invita però alla cautela: «Valuteremo tutti gli effetti sul territorio».

CUSAGO – Il Sud-Ovest milanese entra definitivamente nella geografia nazionale dei grandi data center.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha riconosciuto come di preminente interesse strategico nazionale il programma “Equinix per l’Italia”, che prevede la realizzazione di sette nuovi centri di elaborazione dati nei territori di Cusago e Settimo Milanese. L’investimento annunciato ammonta complessivamente a 4 miliardi di euro nel periodo 2026-2033.

Non si tratta dunque di una semplice ipotesi progettuale: la strategicità del programma è stata formalmente deliberata dal Governo.

La concreta localizzazione, le caratteristiche dei singoli edifici e gli effetti urbanistici e ambientali dovranno invece essere definiti nei successivi passaggi autorizzativi.

Sette data center per cloud e intelligenza artificiale

Secondo il Ministero, le nuove infrastrutture saranno destinate sia ai servizi di colocation e connettività per diversi operatori, sia a data center hyperscale capaci di sostenere i carichi di lavoro legati ai grandi operatori globali e all’intelligenza artificiale. Il fabbisogno energetico del programma, sempre secondo quanto comunicato dal Mimit, dovrebbe essere coperto da fonti rinnovabili sulla base di uno specifico accordo già sottoscritto. Sul piano occupazionale, le stime ufficiali indicano circa 1.500 addetti durante la fase di costruzione e oltre 500 occupati diretti e indiretti quando il sistema sarà pienamente operativo.

Numeri che danno la misura dell’operazione e che collocano il quadrante occidentale della Città metropolitana di Milano tra le aree italiane più rilevanti per lo sviluppo delle infrastrutture digitali.

A Cusago interessata un’area già edificata

Per quanto riguarda Cusago, le indicazioni disponibili individuano come possibile sede di uno dei nuovi data center una zona industriale di viale Europa, verso Trezzano sul Naviglio, oggi occupata da strutture logistiche.

È un elemento rilevante perché, secondo il sindaco Gianmarco Reina, l’intervento non interesserebbe in questo caso terreno agricolo.

Il primo cittadino ha spiegato che si tratta di un’area già edificata e priva, secondo quanto da lui dichiarato, di vincoli tali da impedirne la trasformazione. Reina ha sottolineato inoltre che la sostituzione dell’attuale funzione logistica potrebbe ridurre il traffico pesante quotidianamente diretto verso l’area.

Sono valutazioni dell’Amministrazione comunale, non ancora dati derivanti da una verifica conclusiva dell’intero progetto.

Il sindaco: «Massima attenzione sugli effetti»

Il Comune non considera tuttavia chiusa la partita.

Reina ha dichiarato che dopo l’estate sarà necessario analizzare nel dettaglio il progetto, misurandone «pro e contro» e soprattutto gli effetti sul territorio. Ha inoltre espresso perplessità rispetto alla futura nomina di un commissario governativo, prevista per i programmi strategici con l’obiettivo di accelerare gli iter amministrativi.

Il timore espresso dal sindaco riguarda il possibile ridimensionamento del ruolo dei Comuni all’interno del procedimento decisionale.

Reina ha precisato anche un altro punto: al momento al Comune sarebbe arrivata una richiesta riferita a un solo data center, non all’intero complesso dei sette edifici previsti dal programma nazionale tra Cusago e Settimo Milanese.

È una distinzione importante.

Il piano ministeriale riguarda sette strutture complessive nei due Comuni; non significa che tutte e sette saranno costruite nel territorio di Cusago.

Il nodo energia

La questione energetica resta uno degli aspetti più delicati della nuova geografia dei data center milanesi.

Queste strutture richiedono quantità molto elevate di energia per alimentare server, sistemi di raffreddamento e apparati di sicurezza. Il Mimit afferma che il programma Equinix utilizzerà fonti rinnovabili attraverso un accordo già sottoscritto. Sul piano politico, però, il consigliere regionale del Pd Simone Negri ha sollevato dubbi sull’impatto complessivo della proliferazione dei data center nell’area milanese, soprattutto in relazione alla domanda elettrica e al sistema dei prezzi dell’energia.

Si tratta di una posizione politica, non di una previsione economica già dimostrata.

Non esistono, allo stato delle fonti consultate, dati pubblici sufficienti per affermare che questo specifico investimento provocherà un aumento delle bollette per cittadini e imprese.

Un territorio sempre più strategico

Il caso Cusago non è isolato.

Il Governo ha già riconosciuto la strategicità di numerosi altri progetti di data center nell’area milanese. Tra quelli citati dal Mimit figurano investimenti a Rho, Pero, Zibido San Giacomo, Melegnano, Cornaredo, Opera e Pieve Emanuele.

Sta emergendo così una vera cintura digitale intorno a Milano, alimentata dalla crescita del cloud, dell’intelligenza artificiale e dei servizi di elaborazione dati.

Cusago e Settimo Milanese entrano ora in questo disegno con uno dei programmi economicamente più rilevanti: quattro miliardi di euro nell’arco di sette anni.

Cosa è già deciso e cosa no

È confermato che il Governo ha dichiarato il programma “Equinix per l’Italia” di preminente interesse strategico nazionale e che il piano prevede sette data center tra Cusago e Settimo Milanese per un investimento complessivo di 4 miliardi di euro. Sono stime ufficiali quelle relative ai circa 1.500 addetti nella costruzione e agli oltre 500 occupati diretti e indiretti a regime. Sono dichiarazioni del sindaco le indicazioni sull’area industriale di Cusago, sulla possibile riduzione del traffico pesante e sulle perplessità rispetto al commissariamento.

Non è ancora definita pubblicamente nel dettaglio la distribuzione dei sette edifici tra i due Comuni, né risultano conclusi tutti i passaggi urbanistici, autorizzativi e ambientali necessari per la loro realizzazione.

La partita, dunque, è appena iniziata.

Per Cusago il punto non sarà soltanto ospitare una grande infrastruttura tecnologica. Sarà capire quale equilibrio riuscirà a costruire tra investimenti, energia, occupazione, trasformazione urbana e tutela del territorio.