ABBIATEGRASSO – I festeggiamenti del 30° compleanno dell’Associazione “Iniziativa Donna” proseguono elogiando le donne coraggiose, virtuose e dimenticate. Nel corso degli anni sono state organizzate mostre e spettacoli, presentazioni e rassegne.

Il desiderio di proporre alla comunità iniziative a scopo educativo continua con la presentazione di “Alba de Céspedes e Sibilla Aleramo oltre i clichè”. Il 10 aprile alle ore 19.30 presso lo Spazio Ipazia, in vicolo Cortazza 10, ha avuto luogo un salotto culturale con apericena letterario dedicato a queste due grandi autrici vissute in un passato non lontano. Ivan Donati, giornalista ed esperto di comunicazione, ha raccontato la loro storia emozionando i partecipanti.

Iniziativa Donna

È Direttore artistico de “La Maratona dei Narratori” in Abbiategrasso da oltre dieci anni e animatore di molte iniziative culturali in città. Sibilla Aleramo è lo pseudonimo di Marta Felicina Faccio, detta Rina. Nata nel 1876 in Alessandria, è rimasta nei ricordi di chi ama la letteratura femminile con l’autobiografia “Una donna”. Il romanzo è composto di tre parti, raccontando la vita della protagonista dalla fanciullezza alla maturità. All’inizio viene rifiutato da alcuni editori, ma infine riesce a essere pubblicato dalla Società Tipografica Editrice Nazionale nel 1906.

L’autrice descrive il rapporto con il padre, il quale le trasmette gli ideali di forza e indipendenza. Il contatto con la madre appare più spento. Siccome le due donne non riescono a relazionare, la madre appare alla vista della figlia una persona debole. Fin da ragazzina Sibilla dimostra un carattere anticonvenzionale, mentre collabora come segretaria nella fabbrica del genitore. Comincia così già a suscitare meraviglia e critiche in chi la guarda. Le tensioni vissute in famiglia, con la crisi del matrimonio dei genitori e la tragica fine di sua madre, risvegliano bruscamente la ragazza a una realtà amara. La sua storia amorosa con un operaio della fabbrica e la successiva violenza sessuale subìta la portano a un matrimonio vissuto senza gioia. Il figlio nato da quest’unione è il suo unico affetto. In seguito a varie crisi personali e famigliari, il marito decide di trasferirsi a Roma con la famigliola.

Iniziativa Donna

Quel cambiamento è l’inizio d’una svolta decisiva per la vita di Sibilla. Qui comincia una collaborazione giornalistica con una rivista femminile e si consapevolizza sul valore della donna nella società. Il ricordo del sacrificio della madre, per i figli e per il marito-padrone, l’aiuta a incamminarsi su una strada difficile ma necessaria. Lei conosce molti intellettuali, trovando conforto e aiuto nella sua ricerca spirituale. Il marito continua a maltrattarla, spinto dalla gelosia e dall’attaccamento ai vecchi tabù. Una notte ella capisce essere giunto il momento di dare una svolta radicale alla sua vita.

Deve spezzare quella catena karmica negativa frustrante che lega tutte le donne dal remoto passato. Quando scrive l’autobiografia decide di dedicarla al figlio, affinchè possa un giorno capire perchè l’ha abbandonato. Sibilla vive a Roma sino alla fine dei suoi giorni. È il 1960. Alba Carla Laurita de Céspedes y Bertini è la seconda protagonista della serata di giovedì allo Spazio Ipazia. È nata nel 1911 a Roma da Laura Bertini Alessandrini d’origine romana e da Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, ambasciatore cubano in quell’anno in Italia. È cresciuta in una famiglia benestante parlando fluentemente due lingue. Ha scoperto molto presto la passione per la scrittura utilizzando in prevalenza la lingua italiana.

Il suo primo romanzo, del 1938, è intitolato “Nessuno torna indietro” e pubblicato da Mondadori. L’editore, legato ad Alba da profonda amicizia, ha sostenuto la causa della scrittrice quando il regime fascista voleva censurare il romanzo. Il fascismo s’opponeva all’immagine della donna scaltra e autonoma, diversa da quella proposta dagli ideali del partito. Nonostante le difficoltà socio-politiche il romanzo divenne un best seller internazionale.

L’autrice è stata una delle protagoniste della letteratura del ‘900. Mostrandosi donna di rara tenacia e riluttante a inserirsi negli schemi prefissati, ha improntato il suo percorso letterario su uno stile d’alta qualità, sull’impegno politico e sull’insopprimibile esigenza di libertà e giustizia. Sibilla e Alba sono tutt’oggi esempi di coraggio e libertà, genialità e capacità di rinascere. Laura Cittar