ABBIATEGRASSO – La forza, la passione e il coraggio di Alfonsina Strada, prima e unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia, sono tornati a vivere sul palcoscenico del Castello di Abbiategrasso. L’associazione Iniziativa Donna, in collaborazione con la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, ha presentato il 14 settembre lo spettacolo “Alfonsina con la A”, interpretato dall’attrice Monica Faggiani.

Con un monologo vibrante e intenso, la Faggiani ha raccontato la straordinaria parabola di Alfonsa Rosa Maria Morini, nata a Castelfranco Emilia nel 1891, una donna che con la sua bicicletta ha sfidato pregiudizi e convenzioni in un’epoca dominata dal pensiero collettivo maschilista.

Una vita contro i pregiudizi

Figlia di braccianti analfabeti, Alfonsina imparò a pedalare da bambina su una vecchia bicicletta del padre. A soli 16 anni era già protagonista di gare a Torino, fino ad arrivare a Pietroburgo, dove lo zar Nicola II la premiò personalmente. Dopo il matrimonio con Luigi Strada – che le lasciò il cognome con cui sarebbe passata alla storia – Alfonsina continuò la sua carriera ciclistica, tra vittorie provinciali e sfide proibite alle donne.

Il 10 maggio 1924 entrò nella leggenda partecipando al Giro d’Italia con il numero 72. Tra cadute, insulti e articoli beffardi della stampa, non si arrese mai: «Vi farò vedere io se le donne non sanno stare in bicicletta come gli uomini», amava rispondere ai detrattori.

Un’eredità che ispira ancora

Alfonsina Strada concluse tutte le tappe del Giro, accolta al Velodromo di Milano da una folla in festa il 2 giugno 1924, diventando simbolo di emancipazione femminile. La sua tenacia colpì perfino il Re Vittorio Emanuele III e Gabriele D’Annunzio, mentre il regime fascista tentò di oscurarne i successi.

Alfonsina Strada

Definita “il diavolo in gonnella”, Alfonsina trasformò l’insulto in un simbolo di libertà e determinazione. Con la sua storia aprì la strada alle donne nello sport e nella società, anticipando conquiste che ancora oggi ispirano nuove generazioni.

Lo spettacolo di Abbiategrasso ha reso omaggio a questa leggenda, ricordando che una bicicletta può diventare metafora di vita, resistenza e coraggio.