L'eco della città

L’oro zecchino dell’azienda abbiatense Masserini nelle opere dell’artista Fabre in Francia

ABBIATEGRASSO – L’oro zecchino della Masserini, l’azienda che dal 1959 produce lamine sottilissime in oro e in altri metalli pregiati, richiesti da artigiani e restauratori di tutto il mondo, è stato scelto anche da Jan Fabre, eclettico artista belga, nato ad Anversa nel 1958, coreografo, regista teatrale, scenografo. Un artista “visivo” interdisciplinare e internazionale che ha partecipato alla Biennale di Venezia così come al Roma-Europa Festival , autore di quadri, sculture e di performance che tendono ad andare sempre un po’ oltre. E ora è in corso in costa Azzurra, nella suggestiva  sede espositiva  dedicata all’arte moderna e contemporanea della Fondazione Maeght  a Saint Paul de Vence, una mostra dove Fabre è presente con opere che portano alla scoperta di un immaginario in cui si mescolano sacro e profano.  Un mix tra erotismo e spiritualità, presente negli esseri umani come nel ciclo di vita di ogni essere vivente, così come nella metamorfosi degli insetti. L’uso dell’oro e del marmo nelle sue opere fa riferimento all’uso antico di questi preziosi materiali, scelti per esaltare la sacralità del soggetto rappresentato. Una piccola scultura a forma di cervello, in legno, filo metallico, silicone e pittura è l’emblema della mostra titolata “La mia sola nazione è l’immaginazione”, una sorta di patria senza confini che comprende tutti e tutto, un universo fantastico e magico. Una mostra che parla anche italiano grazie alla Masserini, tra i fiori all’occhiello dell’imprenditorialità e creatività abbiatense. Questa realizzazione in Francia segue quella spettacolare dello scorso anno sui monti dell’Ardeche nell’antico borgo di Mazan l’Abbaye dove l’artista elvetico Varini ha utilizzato la foglia d’oro Masserini  per decorare le mura dell’abbazia cistercense del XII° secolo con diverse migliaia di fogli d’oro per disegnare sulle pietre millenarie, anche distanti tra loro, parti di tanti cerchi d’oro,  in lontananza  uniti otticamente in una visione d’insieme di cerchi che illuminano e fanno riscoprire un borgo altrimenti dimenticato.  Esempi e realizzazioni  che riportiamo con orgoglio abbiatense, in attesa e con la speranza che servano d’ispirazione anche in Italia e per valorizzare il nostro territorio. Enrica Galeazzi

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